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Primo sondaggio dell’anno: chi guadagna e chi perde nei consensi

Pubblicato: 05/01/2026 11:14
Grafico dei sondaggi politici di inizio anno

Il primo sondaggio politico dell’anno firmato BiDiMedia offre una fotografia molto chiara degli equilibri tra Centrodestra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. I numeri non raccontano un terremoto improvviso, ma confermano una tendenza che si consolida: la coalizione di Centrodestra resta nettamente avanti, mentre nell’area progressista gli equilibri interni si fanno più complessi e delicati.

Si tratta di un’istantanea importante per capire come si apre il 2026 sul fronte politico: chi governa mantiene una posizione di forza, chi è all’opposizione cerca ancora la formula giusta per presentarsi come alternativa credibile. E le percentuali, pur senza scossoni clamorosi, iniziano a pesare sul dibattito interno ai partiti.

Centrodestra primo, Fratelli d’Italia trascina la coalizione

Giorgia Meloni durante un intervento pubblico

Nel dettaglio, la coalizione di Centrodestra si conferma prima forza del Paese con il 46,4%. Si registra un lieve calo rispetto alle rilevazioni precedenti, ma il dato resta ampiamente dominante rispetto al resto dello scenario politico. Il vantaggio sulle opposizioni è consistente e difficilmente colmabile nel breve periodo.

A trainare l’area è soprattutto Fratelli d’Italia, che continua a crescere: il partito guidato da Giorgia Meloni guadagna sei decimi e si attesta attorno al 29%. Un risultato che consolida ulteriormente la leadership della premier e del suo partito, ampliando il distacco dagli avversari e rafforzando la posizione del Centrodestra nel suo complesso.

Un primato che mette in difficoltà le opposizioni

Questi numeri rendono sempre più complesso, per le forze di opposizione, immaginare una rimonta rapida nei confronti del Centrodestra. Il consenso accumulato da Fratelli d’Italia, unito al peso complessivo della coalizione, costringe gli altri partiti a interrogarsi su strategie, alleanze e proposte politiche per recuperare terreno.

Giuseppe Conte durante un discorso pubblico
Francesca Pascale in un confronto pubblico su Schlein e Meloni

Il Partito democratico e il segnale d’allarme nei sondaggi

Sull’altro fronte, il Partito democratico guidato da Elly Schlein mostra segnali di difficoltà. Dopo aver chiuso il 2024 attorno al 24%, il Pd scende ora al 22,4%, registrando una perdita di consensi costante nel tempo. Non è un crollo improvviso, ma una lenta erosione che comincia a farsi sentire.

Per il principale partito della sinistra, questa flessione rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme. Il dato arriva infatti in una fase in cui l’unità dell’area progressista sarebbe decisiva per provare a ridurre il divario con il Centrodestra. Invece, i numeri raccontano un Pd che fatica a consolidare il proprio ruolo di perno dell’opposizione.

Un consenso in calo mentre cresce la pressione interna

Il risultato del sondaggio BiDiMedia alimenta il dibattito interno ai democratici: la discesa al 22,4% rende più urgente una riflessione su linea politica, leadership e alleanze. In un quadro in cui ogni punto percentuale pesa, il Pd vede indebolita la propria capacità di trainare l’intero centrosinistra.

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Movimento 5 Stelle in crescita, Pd in rallentamento

La vera novità di questo sondaggio politico riguarda però il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Giuseppe Conte, infatti, non solo tiene le proprie posizioni ma cresce nei consensi, proprio mentre il Pd rallenta. Un dato politicamente rilevante, che suggerisce uno spostamento degli equilibri interni al fronte progressista.

Secondo BiDiMedia, si assiste infatti a una possibile redistribuzione dei voti all’interno dell’area progressista. Mentre il Pd perde qualche punto, i 5 Stelle riescono a intercettare una parte dell’elettorato che la sinistra tradizionale fatica a trattenere. Azione e alcune liste di ispirazione liberale mostrano piccoli segnali positivi, ma il cuore del cambiamento sembra giocarsi proprio nel rapporto tra Pd e M5S.

I voti che si spostano nel campo progressista

Il Movimento 5 Stelle appare quindi come il soggetto che più beneficia delle difficoltà del Pd, almeno in questa fase. La crescita guidata da Conte, pur non rivoluzionaria, indica una capacità di attrarre consensi da un’area politica contigua, quella appunto del centrosinistra.

Giuseppe Conte, ex premier e leader del Movimento 5 Stelle

Un campo largo che fatica a decollare

Il quadro complessivo che emerge dal sondaggio è netto: il Centrodestra resta avanti, Fratelli d’Italia consolida il proprio primato, il Partito democratico fatica a mantenere i livelli di consenso degli ultimi mesi e il Movimento 5 Stelle di Conte guadagna terreno. In questo contesto, il tanto evocato “campo largo” appare sempre più complicato da costruire e gestire.

L’alleanza tra Pd, M5S e altre forze progressiste, più volte indicata come strada necessaria per competere con il Centrodestra, oggi sembra perdere slancio. Le tensioni interne, le differenze di linea politica e ora anche le dinamiche nei sondaggi contribuiscono a rendere fragile questo progetto, già messo alla prova dal confronto con un fronte avversario molto compatto.

Prospettive per il 2026: un ring politico ancora aperto

Guardando al 2026, la politica italiana assomiglia ancora a un ring aperto, con rapporti di forza abbastanza definiti ma alleanze tutt’altro che scontate. Il Centrodestra, forte del suo vantaggio, punta a consolidare il proprio blocco di consenso. Dall’altra parte, chi insegue non può più permettersi di perdere tempo: Pd, M5S e le altre forze dell’area progressista sono chiamate a decidere rapidamente come presentarsi agli elettori.

Il sondaggio BiDiMedia non chiude il gioco, ma indica con chiarezza chi parte avanti e chi è costretto a inseguire. Saranno le scelte politiche dei prossimi mesi a dire se questi numeri rappresentano solo una tappa intermedia o l’inizio di un trend destinato a durare.

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