
«Quell’onda di fuoco è stata improvvisa e devastante, ancora non so come sono sopravvissuta». È una testimonianza durissima quella affidata a La Repubblica da Alessandra Galli, 55 anni, una delle italiane sopravvissute all’incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana. Ricoverata inizialmente in Svizzera e poi trasferita in Italia, la donna è la prima ferita italiana ad essere nelle condizioni di parlare dopo la strage.
Interamente fasciata per contrastare le infezioni causate dalle ustioni, Alessandra Galli è stata trasportata in elicottero dall’ospedale cantonale di Aarau al Niguarda di Milano, dove è atterrata nel primo pomeriggio. Ancora sedata, ha affidato ai familiari parole cariche di dolore e lucidità: «Io sono stata risparmiata, ma il mio cuore è rotto. Penso incessantemente ai tanti ragazzi che non ce l’hanno fatta e ai loro famigliari».
Una guarigione lunga e complessa
La strada verso il recupero sarà lunga. Lo conferma la sorella Elena, che l’ha accolta a Milano: Alessandra sta lentamente riemergendo da un incubo e ha bisogno di tranquillità per superare lo shock. Madre di tre figli adolescenti, che avrebbero potuto trovarsi anche loro nel locale quella notte, oggi affronta una convalescenza fisica e psicologica complessa.
Laureata in statistica economica, manager nel settore del credito finanziario, Alessandra Galli vive a Ginevra dal 2000. Di origini bellunesi, è figlia dello storico sindaco della ricostruzione di Longarone dopo il Vajont ed è sposata con Alberto De Min, amministratore delegato di un’importante azienda internazionale. Il marito si trovava a Dubai per lavoro mentre si consumava la tragedia e, rientrato d’urgenza in Svizzera, non l’ha più lasciata durante il difficile peregrinare tra gli ospedali, quando ancora il nome della moglie figurava tra i dispersi.
Nel locale quasi per caso
Alessandra Galli non avrebbe nemmeno dovuto trovarsi a Le Constellation. A Crans-Montana era arrivata a fine anno, ospite di un’amica. La sera di Capodanno avevano cenato in casa e, dopo mezzanotte, erano uscite solo per accompagnare il padrone dell’appartamento nel locale. «Appena ho messo piede dentro, all’1.30, è esploso tutto», ha raccontato alla sorella.
In quei momenti concitati ha cercato disperatamente due giovani che conosceva, ignara del fatto che fossero già riusciti a mettersi in salvo. «Continuava a cercarli tra corpi già inceneriti a terra», riferisce Elena. Solo l’intervento di qualcuno che l’ha spinta all’esterno le ha salvato la vita.
Ustioni gravissime alle mani
Le fiamme hanno colpito i capelli e la nuca, ma le ustioni più gravi sono alle mani, usate istintivamente per proteggersi e impedire che il fuoco si propagasse al resto del corpo. Un dettaglio che i medici definiscono decisivo: polmoni, trachea e laringe sono rimasti miracolosamente indenni, come confermato dagli esami. Il primo intervento di chirurgia plastica ricostruttiva, effettuato in Svizzera con un prelievo di pelle dalla gamba, è riuscito.
Ora Alessandra Galli guarda avanti con lucidità e paura insieme. «Voglio farcela per la mia famiglia», ripete. «Ma so che comincia una vita diversa, che ancora non riesco a immaginare». Una vita segnata per sempre da una notte che ha trasformato una festa in tragedia e che continua a lasciare domande aperte, dolore e rabbia.


