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Svizzera: a Niguarda 11 ricoverati dopo l’incendio di Crans-Montana, sei in condizioni serie

Pubblicato: 05/01/2026 12:17

Restano 11 i pazienti italiani ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano dopo il grave incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Lo confermano fonti sanitarie del nosocomio milanese, che continua a essere uno dei principali centri di riferimento per la gestione dei feriti più gravi.
Quasi tutti i feriti hanno tra i 15 e i 16 anni, ad eccezione di una donna di 29 anni e di una donna di 55 anni. Le ustioni riportate sono di secondo e terzo grado, con un’estensione che varia dal 10% a oltre il 50% della superficie corporea, interessando arti, dorso e volto.
In diversi casi sono presenti gravi danni polmonari dovuti all’inalazione di fumi tossici, che rendono necessaria un’assistenza meccanica alla respirazione.

Sei in terapia intensiva, tre in condizioni critiche

Secondo quanto comunicato dall’ospedale, sei pazienti sono ricoverati in terapia intensiva e vengono considerati in condizioni particolarmente serie. Di questi, tre versano in condizioni critiche e necessitano di cure ancora più complesse, soprattutto per il controllo delle infezioni tipiche dei grandi ustionati, il supporto degli organi vitali e la gestione metabolica.
Tutti i pazienti risultano sedati e in prognosi riservata. Al momento è ritenuto prematuro considerarli fuori pericolo. I percorsi di cura, spiegano i medici, saranno lunghi e complessi e richiederanno diverse settimane, se non mesi, di assistenza specialistica.

Sale operatorie sempre attive e disponibilità per altri trasferimenti

Le sale operatorie del Niguarda sono costantemente operative per eseguire i numerosi interventi chirurgici necessari, mentre è garantito il supporto continuo di anestesisti e rianimatori.
Nel frattempo l’ospedale ha confermato di essere a disposizione per accogliere un ulteriore paziente, attualmente ricoverato a Zurigo e al momento considerato non trasportabile, oltre a fornire eventuale supporto per altri feriti che dovessero necessitare di trasferimento in Italia.

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