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Agenti dell’immigrazione Usa sparano e uccidono una donna al volante: “Voleva investirci”

Pubblicato: 07/01/2026 20:32

Un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha sparato e ucciso una donna a Minneapolis durante un’operazione anti-immigrazione nel quartiere residenziale di Powderhorn. Secondo quanto riferito dal Department of Homeland Security in un comunicato pubblicato su X, la vittima avrebbe tentato di investire gli agenti federali con il proprio veicolo nel corso dell’intervento. La donna, secondo fonti locali, era la moglie di un leader del movimento a difesa dei migranti.

L’episodio segna una drammatica escalation nell’ultima di una serie di operazioni di controllo dell’immigrazione condotte in diverse città statunitensi. A Minneapolis, dove sarebbero stati mobilitati oltre duemila agenti ICE, l’operazione rientra nella più ampia campagna dell’amministrazione Trump contro l’immigrazione illegale.

Durissima la reazione del sindaco Jacob Frey, che ha accusato le forze federali di «provocare il caos» e ha chiesto pubblicamente che l’ICE lasci immediatamente la città. Le sue dichiarazioni sono state rilanciate sui profili social ufficiali del primo cittadino, alimentando un acceso dibattito politico e istituzionale.

La città è in stato di allerta insieme alla gemella Saint Paul da quando il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha annunciato l’avvio dell’operazione, legata anche ad accuse di frode che coinvolgerebbero alcuni residenti di origine somala. Un contesto che, secondo osservatori locali, avrebbe inciso anche sulla scelta del governatore del Minnesota Tim Walz — già candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris — di non ricandidarsi per un nuovo mandato.

Le autorità federali hanno annunciato indagini interne sull’uso della forza, mentre in città crescono tensione e proteste, con richieste di chiarimenti sull’operazione e sulla dinamica che ha portato alla morte della donna.

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Ultimo Aggiornamento: 07/01/2026 20:45

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