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“Devastati, noi…”. Crans-Montana, i proprietari Moretti rompono il silenzio

Pubblicato: 07/01/2026 23:38

«Non ci sono parole che possano descrivere adeguatamente la tragedia avvenuta quella notte al Constellation. Questo luogo di festa si è improvvisamente trasformato in un luogo di orrore e paura. Siamo devastati e sopraffatti dal dolore». Con queste parole Jessica e Jacques Moretti hanno rotto il silenzio a cinque giorni dalla tragedia di Crans-Montana, dove l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno ha causato oltre quaranta vittime, tra cui sei giovanissimi italiani.

I due proprietari del locale, entrambi francesi, sono attualmente indagati per omicidio colposo. Si tratta della loro prima dichiarazione pubblica da quando, lo scorso sabato, è stata aperta l’inchiesta penale nei loro confronti. Una presa di posizione affidata a una nota diffusa dai legali, nella quale emerge il tentativo di esprimere vicinanza alle famiglie colpite e di ribadire la volontà di collaborare con la magistratura.

«I nostri pensieri sono rivolti alle vittime e alle loro famiglie»

«I nostri pensieri sono costantemente rivolti alle famiglie delle vittime, a quelle vittime che sono state strappate alla vita in modo così brutale e prematuro, e a tutti coloro che lottano per la propria vita», scrivono Jessica e Jacques Moretti. Parole cariche di dolore, che si soffermano anche su chi ha affrontato l’emergenza nelle ore più drammatiche. «Non ci sono parole che possano esprimere appieno ciò che la polizia, i soccorritori e il personale medico hanno sopportato e continuano a sopportare con un coraggio che rasenta l’eroismo. A loro va la nostra più profonda gratitudine e il nostro rispetto».

I proprietari del Constellation hanno voluto rivolgere un pensiero anche ai dipendenti del locale, rimasti coinvolti nella tragedia sotto il profilo umano e professionale. «I nostri pensieri sono con loro, poiché i procedimenti legali in corso ci impediscono attualmente di avere contatti personali», prosegue la nota, sottolineando un clima di sospensione e distanza imposto dalle indagini.

«Non ci sottrarremo all’inchiesta»

Nel testo diffuso attraverso i legali, i due gestori chiariscono anche la linea che intendono seguire nei prossimi giorni. «Per rispetto del momento di lutto e di ricordo che questa tragedia richiede, e anche a causa dell’attuale stato delle indagini» ogni comunicazione avverrà esclusivamente tramite gli avvocati. Allo stesso tempo, ribadiscono di avere «piena fiducia negli inquirenti affinché chiariscano i fatti e rispondano a tutte le domande».

La dichiarazione si chiude con un impegno netto: «Vi assicuriamo che stiamo collaborando pienamente e non ci sottrarremo a nessun aspetto di questa vicenda. In conclusione, vorremmo ringraziare tutti coloro che ci hanno offerto il loro sostegno».

Intanto, nelle ultime ore è emerso che il bar Le Constellation non sarebbe stato sottoposto a controlli dal 2020. Una circostanza che ha spinto il Consiglio comunale ad adottare misure immediate, vietando l’uso di dispositivi pirotecnici nei locali chiusi e incaricando un ufficio esterno di effettuare verifiche straordinarie su tutti gli esercizi pubblici. Un tentativo di rafforzare la sicurezza, mentre il dolore e le domande restano ancora senza risposta.

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