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Emergenza influenza in Italia, grosso pericolo per i bambini: cosa sta succedendo

Pubblicato: 07/01/2026 18:25

È emergenza influenza a Napoli, dove i Pronto Soccorso degli ospedali cittadini sono presi d’assalto da bambini e adulti colpiti da influenza K e polmoniti. I numeri sono in costante aumento e, secondo i medici, il peggio deve ancora arrivare: il picco influenzale è atteso nella seconda metà di gennaio.

Neonati colpiti dall’influenza: febbre alta e ossigenoterapia

A destare particolare preoccupazione è il fatto che il virus stia colpendo anche neonati sotto i 6 mesi, per i quali la vaccinazione non è prevista. Nei reparti pediatrici si registrano febbre altissima anche per cinque giorni, difficoltà respiratorie e, in alcuni casi, necessità di ossigenoterapia.
L’influenza di quest’anno viene definita dagli specialisti più aggressiva del solito, con complicanze respiratorie nel 7-8% dei casi pediatrici e polmoniti non gravi ma comunque tali da richiedere ricoveri più lunghi.

Santobono: oltre 300 accessi pediatrici al giorno

La situazione più critica riguarda l’Ospedale Santobono, dove si registrano oltre 300-350 accessi di bambini al giorno. Secondo i dati del Pronto Soccorso, 7-8 piccoli su 10 presentano sintomi influenzali, spesso accompagnati da problemi respiratori.
Il primario Vincenzo Tipo parla di reparti pieni dopo le festività, pur assicurando che la situazione è al momento sotto controllo. Una nota positiva è il calo dei casi di bronchiolite, grazie all’introduzione di un nuovo anticorpo monoclonale somministrato alla nascita.

Cardarelli e Ospedale del Mare sotto pressione

Anche l’Ospedale Antonio Cardarelli registra un aumento del 25% dei ricoveri per influenza grave e patologie respiratorie: circa 210 accessi al giorno, con il 30% dei pazienti affetti da polmoniti virali.
Numeri in crescita pure all’Ospedale del Mare, dove tra il 29 dicembre e il 1° gennaio si contano 25 ricoveri con ventilazione assistita, oltre ai casi di influenza severa e dispnea.

Il ruolo delle feste e della riapertura delle scuole

Secondo gli specialisti, l’aumento dei contagi è stato favorito dalle riunioni familiari natalizie in ambienti chiusi. Ora, con la ripresa delle scuole, si teme un’ulteriore accelerazione della diffusione virale. Il consiglio dei pediatri è chiaro: non mandare a scuola i bambini con sintomi influenzali e contattare il medico se la febbre dura più di 3-5 giorni o se compaiono difficoltà respiratorie.

L’appello della Fimmg: «Prima chiamate il medico di famiglia»

A lanciare un appello è la Fimmg. Il segretario regionale vicario Luigi Sparano invita i cittadini a non affollare i Pronto Soccorso se i sintomi non sono gravi:
«Andare direttamente in ospedale senza aver contattato il medico di base non solo è spesso inutile, ma rappresenta un rischio per anziani e pazienti fragili, esposti a infezioni ospedaliere».

Secondo la Fimmg, la maggior parte delle infezioni respiratorie è di origine virale e può essere gestita a domicilio, con il supporto del medico di medicina generale che conosce la storia clinica del paziente. Il sindacato ribadisce anche l’importanza delle vaccinazioni antinfluenzali, raccomandate almeno fino alla fine di gennaio:
«Quasi tutte le polmoniti che stiamo osservando riguardano soggetti non vaccinati».

Picco atteso tra fine gennaio e inizio febbraio

I sanitari concordano: il sistema ospedaliero si sta preparando a reggere l’urto, ma il picco influenzale è atteso tra la terza e la quarta settimana di gennaio. Fino ad allora, la parola d’ordine resta prudenza, con un uso responsabile dei Pronto Soccorso e un contatto tempestivo con il medico di famiglia ai primi segnali di aggravamento.

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