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Italia, attentato al fratello dell’allenatore di Serie A: li hanno presi!

Pubblicato: 07/01/2026 19:44

Sono stati rintracciati a Montesilvano dalla Squadra Mobile di Napoli e da quella di Pescara i due presunti aggressori del fratello e del padre dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane. I due uomini sono accusati di aver partecipato alla sparatoria avvenuta nelle prime ore del 3 gennaio, quando Gianluca Pisacane, 28 anni, è stato ferito da un colpo di pistola a una gamba subito dopo la chiusura del suo locale nei Quartieri Spagnoli.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due indagati si sarebbero presentati davanti a Gianluca Pisacane e a suo padre a serrande abbassate. Ne sarebbe nata una discussione degenerata rapidamente fino all’uso dell’arma da fuoco. Uno dei due era armato, elemento che ha aggravato fin da subito il quadro accusatorio. L’intera scena, però, è stata documentata dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, risultate decisive per l’identificazione dei responsabili.

La fuga e il fermo per tentato omicidio

Dopo gli spari, i due uomini si sarebbero allontanati da Napoli per sottrarsi alle ricerche, trovando rifugio in provincia di Pescara, ospiti di alcuni parenti. È lì che sono stati localizzati e fermati dagli agenti. A entrambi è stato notificato un provvedimento di fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio. Ora si trovano a disposizione dell’autorità giudiziaria e sono in attesa dell’udienza di convalida, prevista nei prossimi giorni.

Gli investigatori escludono, almeno allo stato attuale, collegamenti con ambienti criminali organizzati. I due indagati avrebbero piccoli precedenti, ma non risulterebbero inseriti in contesti malavitosi strutturati. Un dettaglio che sposta l’attenzione sul movente, ritenuto legato a dinamiche personali maturate all’interno del locale.

La lite nel locale e il ruolo di paciere

A far scattare la scintilla sarebbe stata una lite scoppiata poco prima tra una dipendente del locale di Gianluca Pisacane e una ragazza. Secondo la ricostruzione, il 28enne sarebbe intervenuto per difendere la propria collaboratrice, assumendo un ruolo di paciere e allontanando la giovane e le sue amiche. Un gesto che potrebbe aver innescato una reazione a catena.

L’ipotesi degli inquirenti è che la ragazza, dopo l’episodio, abbia chiesto l’intervento dei due uomini poi fermati, con l’obiettivo di “vendicare” l’affronto subito. Da qui il ritorno davanti al locale e l’escalation culminata negli spari. Una sequenza rapida e violenta, che ha trasformato una discussione in un episodio di sangue.

Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio e definire con precisione le responsabilità individuali. Intanto, le condizioni di Gianluca Pisacane non destano preoccupazione, mentre resta forte l’attenzione attorno a una vicenda che ha colpito da vicino la famiglia dell’allenatore rossoblù, riportando al centro il tema della sicurezza nelle notti della movida cittadina.

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