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Socotra, italiani bloccati dall’escalation in Yemen: in arrivo il primo volo di rientro, tensione ancora alta

Pubblicato: 07/01/2026 18:16

Proseguono le attività di assistenza ai cittadini italiani rimasti bloccati sull’isola yemenita di Socotra, dove la situazione resta complessa a causa dell’instabilità politica e dei recenti scontri armati. Un primo volo di rientro è atteso oggi a Geddacon a bordo 46 connazionali, mentre sull’isola si trovano ancora 59 turisti italiani che potranno fare ritorno in patria grazie ad altri voli già programmati nei prossimi giorni. A comunicarlo è stata la Farnesina, che segue costantemente l’evolversi della vicenda.

«Grazie anche all’intervento della nostra Ambasciata a Riad, in stretto raccordo con la Farnesina, sono in corso contatti con le Autorità yemenite e la compagnia aerea responsabile della tratta per facilitare il transito dei turisti italiani», si legge nella nota ufficiale. Un lavoro diplomatico intenso, reso necessario dalle difficoltà logistiche e di sicurezza che hanno improvvisamente interrotto i collegamenti aerei. «Ai nostri connazionali – continua la comunicazione – verrà inoltre garantito un visto di transito di 4 giorni in Arabia Saudita per agevolare al massimo le procedure di rimpatrio», una misura pensata per ridurre tempi e complicazioni burocratiche.

Voli sospesi e turisti isolati

Nei giorni scorsi, lo stop improvviso ai voli ha lasciato oltre 400 turisti stranieri bloccati sull’isola, senza possibilità di partire. La causa è legata agli scontri scoppiati nello Yemen meridionale tra truppe governative e forze separatiste, che hanno di fatto paralizzato il traffico aereo. Il vice governatore locale, Yahya bin Afrar, responsabile per cultura e turismo, ha confermato fin da subito che «i loro voli sono stati sospesi», precisando tuttavia che le persone coinvolte «stanno bene». Parole rassicuranti, ma che non hanno attenuato le preoccupazioni di chi si è ritrovato improvvisamente isolato in una delle aree più remote del Paese.

L’Unità di crisi della Farnesina si è attivata fin dalle prime ore, mantenendo contatti costanti con i connazionali presenti sull’isola e coordinando le operazioni di rientro con le autorità locali e con i partner internazionali. La priorità resta la sicurezza dei cittadini italiani, in un contesto che cambia rapidamente.

Nel frattempo, sul piano politico e militare, la situazione nello Yemen continua a peggiorare. Il leader separatista del sud, Aidarus Al-Zubaidi, è stato destituito dal Consiglio presidenziale per «alto tradimento», come annunciato dal presidente dell’organismo che esercita il potere esecutivo riconosciuto dalla comunità internazionale. Al-Zubaidi sarà deferito alla procura generale per una serie di reati. Nelle ultime ore, inoltre, l’Arabia Saudita ha lanciato decine di attacchi aerei contro la provincia natale del leader separatista, causando almeno quattro morti tra i civili. Un quadro che rende ancora più urgente il completamento delle operazioni di rimpatrio e conferma quanto sia fragile l’equilibrio nella regione.

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