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Tutti i supermercati chiusi la domenica: la proposta shock che divide l’Italia

Pubblicato: 08/01/2026 12:41

È giusto chiudere i supermercati la domenica? Dopo oltre un decennio di aperture continue, sette giorni su sette, il tema torna al centro del dibattito pubblico. Per anni famiglie e consumatori italiani si sono abituati a fare la spesa in qualsiasi giorno della settimana, seguendo un modello pensato per stimolare i consumi e sostenere la crescita economica. Oggi, però, le priorità sembrano cambiate: equilibrio tra vita e lavoro, benessere e qualità del tempo libero pesano più della comodità degli orari estesi.
In questo contesto si inserisce la proposta avanzata da Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, che chiede la chiusura domenicale dei supermercati per migliorare le condizioni dei lavoratori e ridurre i costi della grande distribuzione organizzata (GDO).

Supermercati aperti o chiusi la domenica: come si è arrivati fin qui

L’apertura domenicale dei negozi è stata introdotta nel 2011, con l’approvazione del decreto “Salva Italia” varato dal Governo Monti. In quella fase storica l’economia nazionale aveva bisogno di una spinta immediata ai consumi e la liberalizzazione degli orari commerciali fu considerata uno strumento efficace.
Nel giro di pochi anni l’apertura si è estesa non solo alle domeniche, ma anche alle festività nazionali, come il 25 aprile o il 2 giugno. Il modello ha prodotto risultati inizialmente positivi: maggiore concorrenza tra operatori, incremento dei consumi e un contributo, seppur limitato, alla crescita del PIL.
A distanza di circa quindici anni, però, questo sistema mostra segnali di affaticamento. I benefici economici si sono progressivamente ridotti, mentre sono aumentati i costi di gestione per le aziende del settore.

Perché la grande distribuzione chiede di chiudere la domenica

Secondo Dalle Rive, la GDO si trova oggi in una fase di riflessione strategica. Negli ultimi mesi il settore ha dovuto fare i conti con rincari su energia, affitti e logistica, mentre gli introiti risultano stagnanti. In parallelo, i consumi delle famiglie italiane appaiono più cauti, con una riduzione della spesa anche su beni non essenziali.
La chiusura domenicale viene quindi vista come una possibile risposta strutturale. Le aperture nei giorni festivi incidono in modo rilevante sui bilanci: i lavoratori impiegati la domenica hanno diritto a maggiorazioni salariali comprese tra il 30% e il 42% rispetto all’orario ordinario. Organizzando l’attività su sei giorni settimanali, le stime dell’Ufficio Studi Coop indicano un potenziale risparmio tra 2,3 e 2,6 miliardi di euro all’anno.
Queste risorse potrebbero essere reinvestite in politiche promozionali, miglioramento dell’organizzazione del lavoro e maggiore efficienza nei giorni feriali. Sul piano sociale, la misura garantirebbe un giorno di riposo aggiuntivo ai dipendenti, con effetti positivi su benessere fisico e mentale e una riduzione dello stress lavorativo.

Pro e contro della chiusura domenicale dei supermercati

La proposta, tuttavia, divide consumatori e operatori. Le analisi disponibili indicano che circa un terzo dei clienti cambierebbe catena se trovasse il proprio supermercato abituale chiuso la domenica, mentre il 38% rimanderebbe semplicemente la spesa a un altro giorno della settimana. Le perdite di fatturato, quindi, risulterebbero contenute e in parte compensate dal risparmio sui costi operativi.
Il dibattito si inserisce in una fase economica delicata. Le previsioni di ISTAT per il 2026 indicano una crescita del PIL compresa tra 0,5% e 0,8%, mentre i consumi delle famiglie sono attesi in aumento di appena 0,3% secondo le stime degli operatori del settore. Un quadro che suggerisce una domanda debole e concentrata soprattutto sui beni essenziali, con possibili ricadute dirette sulle principali catene della GDO.

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