Vai al contenuto

C’era una volta l’America

Pubblicato: 09/01/2026 12:07

In fondo l’America del banditismo,  quella raccontata da Sergio Leone, fatta di dollari e pistole, come “Armonica” Bronson e “Cheyenne” Robards, di “Noodles” De Niro e “Max” Woods, svelta di mano e senza tanti scrupoli come il ghigno di “Frank” Fonda, non se n’è mai andata. Ci siamo cullati nel dopoguerra con gli eroi alla Eisenhower o i miti, non sempre veritieri, dei fratelli Kennedy. 

Ma l’America è sempre quella, dollari e armi, o viceversa. È nata per soldi, rifiutarono di pagare una tassa inglese sul the a Boston il 16 dicembre del 1773, e presero le armi. Con i soldi comprarono la Louisiana francese, e l’Alaska russa. Con i soldi di Jefferson Napoleone finanzio le sue guerre di conquista europea, compresa le repubbliche cisalpine italiane. Con la Groenlandia ci provarono a comprarla, allora c’era Truman, che per convincere i giapponesi alla resa fece due olocausti più grossi di Gaza, nel 1946 per 100 mln di dollari rifiutati dalla Corona danese.

Loro sono così: parlano di democrazia con la pistola sul comodino ed il fucile semiautomatico in garage, magari passa un grizzly o un malvivente, non si sa mai, può servire. Hanno Harward e Yale, ma anche i ghetti di crack e fentanyl. L’America è nata con e nella violenza, anche se poi assume un volto tranquillo da buon padre di famiglia come il magistrale Viggo Mortensen in History of violence. Mortensen e di origine danese, come la Groenlandia oggi contesa, serve agli americani, per cosa? Terre rare, gas, petrolio, tutte cose che la piccola Danimarca non può sfruttare, figuriamoci gli Inuit locali. Ovviamente la scusa come sempre è la sicurezza nazionale, una formula magica che in America serve come il cacio sui maccheroni. 

Armi e dollari, dollari e armi, la formula è sempre la stessa ma viene da lontano, dai primi europei sbarcati in questo grande continente. Viene dai vichinghi di Erik il rosso. Anche i vichinghi avevano un codice semplice, armi e bottino, non erano contadini, erano un popolo combattente, abituato ad una vita artica durissima. Alcuni andarono a Sud ed il clima li civilizzò. Diventarono Normanni. Altri andarono ad est, tramite la Lapponia fino a Kiev, e poi a Mosca. Altri andarono a ovest, sfidando l’oceano, e sbarcarono in Groenlandia e Terranova. 

Gli americani sono Europei primitivi, primordiali, figli ancora di Odino più che di Cristo. Vogliamo il Venezuela, visto che America first in casa stenta, prendiamola. La trattativa con Mosca langue per troppa furbizia orientale di quei vichinghi della steppa? Prendiamogli una petroliera nell’Atlantico, l’ex mare inglese oggi americano. Solo che sti cinesi e russi, nella mollezza democratica, si erano introdotti nel mare nostrum, il mare Americano. Ma perché la Groenlandia è cisi importante?

Perché si stanno sciogliendo i ghiacci, a causa fondamentalmente delle compagnie petrolifere, e la rotta artica diventa praticabile e competitiva, rispetto a solcare almeno un paio di oceani e canali strozzatura. Pertanto avanti Groenlandia con un offerta economica che non si può rifiutare, alla Luca Brasi di Francis Ford Coppola con pistola sul tavolo, tanto l’ONU di Gutierrez è un fragile palazzo di vetro opaco e la NATO tra poco salta. Suggerimenti agli europei? Zitti e Mosca.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 09/01/2026 12:08

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure