
Un’enorme massa di rifiuti si è improvvisamente staccata da una discarica alla periferia di Cebu, travolgendo lavoratori e strutture operative e dando origine a una corsa contro il tempo per salvare chi potrebbe essere rimasto intrappolato sotto i detriti. Le operazioni di soccorso procedono con estrema cautela, mentre cresce l’angoscia per un bilancio che resta provvisorio e drammatico.
“Ci sono segni di vita sotto i rifiuti”
A confermare che la speranza non è ancora svanita è stato il sindaco Nestor Archival, che ha parlato apertamente di “segni di vita” individuati sotto la montagna di materiale collassata. Il primo cittadino ha spiegato che l’impiego di mezzi meccanici pesanti è fortemente limitato a causa del rischio di accumuli di gas metano sprigionati dalla discarica, un pericolo che potrebbe trasformare le operazioni di soccorso in una tragedia nella tragedia. Fino a questo momento almeno dodici dipendenti sono stati estratti vivi e trasferiti in ospedale, alcuni con ferite serie ma non in pericolo di vita.
Il quadro resta però segnato dal lutto. Una delle persone soccorse, una lavoratrice dell’impianto, è morta durante il trasporto in ospedale, come ha riferito Roderick Maranan, direttore della polizia regionale. Altri feriti sono ricoverati con lesioni di diversa entità, mentre medici e psicologi stanno seguendo i superstiti sotto shock.
Il racconto di chi è riuscito a fuggire
Tra le voci che raccontano l’orrore vissuto c’è quella di Rita Cogay, una delle lavoratrici scampate al crollo. “Ho sentito un rumore fortissimo. Pensavo fosse caduto un elicottero. Quando mi sono girata, ho visto arrivare i rifiuti. Sono corsa fuori per mettermi in salvo”, ha raccontato, descrivendo una scena di panico assoluto e una fuga disperata tra polvere e detriti.
Le cause del disastro restano avvolte nell’incertezza. Una funzionaria della polizia del vicino comune di Consolacion ha precisato che al momento del crollo non pioveva, escludendo quindi un evento immediato legato al maltempo. Gli investigatori stanno però valutando l’impatto dei violenti tifoni che hanno colpito Cebu nella seconda metà del 2025 e anche un recente terremoto, senza aver ancora individuato un collegamento diretto.
La discarica, gestita dalla società Prime Integrated Waste Solutions, tratta circa 1.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno. L’azienda, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Il disastro riporta alla memoria una ferita ancora aperta nelle Filippine: la frana di una discarica a Manila nel luglio 2000, che seppellì una baraccopoli causando oltre 200 morti e portando a una profonda revisione delle norme sulla gestione dei rifiuti. Oggi, mentre a Cebu si continua a scavare con mani e strumenti leggeri, le autorità promettono assistenza alle famiglie colpite e accertamenti rigorosi sulle eventuali responsabilità.


