
C’è un rischio di fuga concreto, legato alle disponibilità economiche, ai contatti all’estero – compresa la Corsica – e a un percorso di vita segnato da precedenti come lo sfruttamento della prostituzione. È su queste basi che la magistratura vallesana ha deciso la svolta: Jacques Moretti, proprietario del Constellation di Crans-Montana, il locale dove nella notte di Capodanno un incendio ha ucciso 40 persone e ne ha ferite 116, è stato fermato al termine dell’interrogatorio-fiume di ieri. La moglie Jessica Maric è invece finita ai domiciliari con braccialetto elettronico, anche in considerazione dei due figli piccoli, uno dei quali di otto mesi.
I coniugi si sono presentati in Procura da persone libere e ne sono usciti con misure cautelari. Sette ore di domande, poi il colpo di scena arrivato a margine della commemorazione delle vittime, sotto la pressione di leader internazionali e dell’opinione pubblica. All’inizio della prossima settimana un tribunale deciderà se confermare i provvedimenti; la Procura, dopo una “rivalutazione” seguita a giorni di polemiche, potrebbe chiedere un arresto preventivo fino a tre mesi.
Le accuse: omicidio, lesioni e incendio colposi
Moretti e Maric sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. Dal decreto che dispone l’autopsia per le cinque salme rientrate in Italia emergono dettagli drammatici: 37 vittime sono morte nel seminterrato, tre sul marciapiede. Trentaquattro corpi erano accatastati ai piedi dell’unica scala di fuga, con il corrimano in legno divelto dal peso. Un inferno reso tale dall’assenza di impianti antincendio, dall’uscita d’emergenza bloccata e dalla schiuma fonoassorbente infiammabile sul tetto, che avrebbe fatto da detonatore a contatto con le candele pirotecniche sulle bottiglie di champagne.
“Voglio collaborare”
«Voglio collaborare, non sottrarmi alle mie responsabilità», ha ripetuto Moretti rispondendo soprattutto a quesiti finanziari: l’origine dei capitali, l’acquisto e la gestione dei locali. In aula la procuratrice Bèatrice Pilloud, la responsabile delle indagini Catherine Seppey, i legali della difesa e gli avvocati delle famiglie, Sebastièn Fanti e Romain Jordan. Quest’ultimo avverte: «Resta il rischio che le prove scompaiano o che le testimonianze vengano influenzate». La Procura ha imposto il silenzio sui contenuti delle udienze, pena sanzioni.
Il padre: “Non scapperà”
«Mio figlio non scapperà. È una questione d’onore», ha detto il padre di Moretti a Le Figaro. L’avvocato Patrick Michod parla di garanzie accettate dal cliente e da depositare entro 48 ore al tribunale.
I controlli mancati
Per Alessandro Vaccaro, legale di una delle famiglie, la catena delle responsabilità va allargata: «Per sei anni i controlli comunali non sono stati eseguiti. Si valutino anche le posizioni dei responsabili pubblici e la riqualificazione del reato in dolo eventuale». Intanto il quotidiano Blick accusa il Comune di nascondere documenti sulle procedure di sicurezza e prevenzione incendi.
La linea della Procura, dopo giorni di cautele contestate, cambia passo. Ora la decisione passa ai giudici. E il tempo, per le famiglie, resta una ferita aperta.


