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Famiglia nel bosco, la madre Catherine potrebbe essere allontanata dai bambini: “Rigida e non collaborativa”

Pubblicato: 10/01/2026 12:22

Rigida e non collaborativa. È questa la definizione che emerge per Catherine Birmingham, la madre dei tre bambini del bosco di Palmoli, secondo quanto riportato dalla struttura che la ospita insieme ai figli nella casa-famiglia di Vasto. La donna vive lì dal 20 novembre, dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni de L’Aquila, ma ora rischia l’allontanamento perché considerata «un ostacolo al percorso educativo dei figli».

La permanenza di Catherine nella struttura – che le consente di vedere i bambini solo in determinati momenti della giornata – è ora al centro di una valutazione delicata. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra la tutrice legale, Maria Luisa Palladino, gli assistenti sociali e i responsabili della casa-famiglia, con l’obiettivo di definire un piano educativo per i due gemelli di sei anni e la sorella di otto. La decisione finale è attesa per la prossima settimana, ma sul tavolo c’è anche l’ipotesi di separare la madre dai figli.

Secondo quanto riferito, Catherine sarebbe accusata di opporsi sistematicamente alle proposte degli operatori, «dicendo no a tutto» e rifiutando qualsiasi mediazione «per il bene dei bambini». Una posizione che, sempre secondo la struttura, renderebbe complesso il percorso di stabilizzazione dei minori. La tutrice Palladino aveva già parlato di forti contrasti in una recente intervista televisiva, ribadendo che i bambini «sono sereni e pienamente adattati al nuovo ambiente».

Il dibattito si è riacceso dopo l’intervista al padre, Nathan Trevallion, pubblicata su La Stampa, che ha riportato l’attenzione nazionale sul caso. Ma non mancano voci critiche. La Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ha espresso forti perplessità: «La risposta a un trauma non può essere un altro trauma. La permanenza in casa-famiglia è comprovata nei casi di violenza o abusi genitoriali. Qui, però, non so».

Una posizione che riapre interrogativi profondi sul confine tra tutela dei minori e diritto alla genitorialità, mentre il futuro dei tre bambini e della loro madre resta sospeso in attesa di una decisione che potrebbe segnare una svolta definitiva.

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