
Dopo essersi espressa sulla crisi USA-Venezuela, arrivando a chiamare in causa anche la premier Giorgia Meloni, l’eurodeputata Ilaria Salis è intervenuta pubblicamente anche sulla rivolta in Iran, con una presa di posizione netta a sostegno della popolazione scesa in piazza contro il regime degli ayatollah.
La parlamentare europea eletta con Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) ha affidato il suo pensiero a un lungo post sui social, commentando una situazione che definisce «critica e complessa» e che, secondo la sua analisi, potrebbe rappresentare un punto di svolta storico per il Paese.
Nel messaggio, Salis parla di «milioni di uomini e donne coraggiose» che da giorni – e in realtà da anni – sfidano «un regime odioso che ha schiacciato nel sangue e soffocato nelle carceri i movimenti sociali» impegnati nella difesa di diritti e libertà fondamentali.
Secondo l’eurodeputata, le manifestazioni in Iran avrebbero ormai raggiunto dimensioni «oceaniche», alimentando la percezione che «questa volta il regime possa davvero cadere». Un’ipotesi rafforzata, ma anche resa più drammatica, dall’inasprimento della repressione.
Salis parla infatti di una giornata segnata da una repressione durissima, con notizie che filtrano a fatica dagli ospedali nonostante il blocco di Internet e delle comunicazioni. «Si parla di decine di morti, centinaia di feriti e migliaia di arresti», scrive, denunciando il silenzio di parte della sinistra internazionale.
Nel post non manca una critica a quella che definisce la «malattia del campismo», che porterebbe alcuni settori politici a non solidarizzare con gli insorti. «Io sto senza se e senza ma con la rivolta iraniana», afferma con decisione l’europarlamentare Avs.
Nel suo intervento, Salis introduce anche un paragone storico e geopolitico. «In Iran, come altrove – ad esempio in Palestina – esistono fazioni reazionarie anche all’interno della resistenza», osserva, ricordando come anche durante la Resistenza italiana al nazifascismo vi fossero ingerenze esterne motivate da interessi strategici.
Da qui la rivendicazione della necessità di sostenere «la giusta causa della rivolta iraniana», in particolare le sue componenti progressiste, attraverso una solidarietà internazionalista capace di agire su due piani: la lotta contro il regime e la difesa dell’autonomia del movimento dalle ingerenze esterne.
Accanto agli apprezzamenti per le sue parole, non sono però mancate le polemiche, soprattutto sulla foto scelta da Salis per accompagnare il post. Diversi utenti hanno segnalato che l’immagine farebbe riferimento a una protesta del 2022 di una giovane ebrea americana di origini iraniane, scattata in Canada. Un dettaglio che ha alimentato nuove critiche, con accuse di aver «toppato» ancora una volta nella comunicazione.


