
L’amministrazione Trump starebbe valutando cyberattacchi contro l’Iran come risposta alla brutale repressione delle proteste in corso nel Paese. A riferirlo è il quotidiano britannico Telegraph, secondo cui alla Casa Bianca sarebbero allo studio diverse opzioni di intervento, anche se alcuni funzionari starebbero invitando alla prudenza, ritenendo prematuro procedere con un’azione immediata.
Secondo quanto riportato dal giornale, al presidente Donald Trump vengono presentate in queste ore diverse ipotesi di risposta nei confronti della Repubblica islamica, comprese misure di carattere militare. Fonti vicine all’amministrazione parlano però di forti riserve interne, con l’avvertimento che un’azione diretta potrebbe avere conseguenze difficili da controllare sul piano regionale e internazionale.
Il briefing sull’Iran: le opzioni sul tavolo della Casa Bianca
Il Telegraph rilancia inoltre informazioni diffuse da media statunitensi secondo cui, nel briefing previsto per domani sull’Iran, verrà illustrato al presidente un pacchetto di misure definite “non letali”. All’incontro dovrebbero partecipare il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo degli Stati maggiori riuniti Dan Caine.
Tra le opzioni allo studio figurerebbero l’amplificazione delle critiche antigovernative online e l’impiego di armi cibernetiche segrete contro obiettivi militari e civili iraniani. Strumenti pensati per colpire il regime senza ricorrere a un intervento militare convenzionale, aumentando la pressione interna e internazionale sulla leadership di Teheran.
Nessuna decisione ancora presa
Al momento, sottolineano le fonti citate, nessuna decisione definitiva sarebbe stata adottata. La linea prevalente all’interno dell’amministrazione resterebbe quella della cautela, in attesa di valutare l’evoluzione delle proteste e gli effetti di eventuali contromisure non convenzionali sul delicato equilibrio regionale.

