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Garlasco, trovata una cartella sul computer di Chiara bloccata da una password: “Presenti video con Stasi”

Pubblicato: 13/01/2026 21:17

La Procura di Pavia prosegue senza sosta le verifiche sul delitto di Garlasco (Pavia), tornando a concentrarsi su uno degli elementi più delicati dell’inchiesta: il computer di Chiara Poggi. A quasi vent’anni dall’omicidio, e con una sentenza definitiva nei confronti di Alberto Stasi, il movente resta un punto oscuro, così come non è mai stata individuata l’arma del delitto. Proprio per questo motivo gli investigatori stanno riesaminando documenti, immagini e file digitali presenti nel pc della vittima, alla ricerca di elementi finora trascurati o mai chiariti del tutto.

Secondo quanto emerso in un servizio del Tg1, sotto osservazione ci sarebbe una cartella protetta da password, che Chiara Poggi avrebbe reso inaccessibile per impedire l’ingresso ad altre persone. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che al suo interno fossero conservati video personali che ritraevano la vittima insieme ad Alberto Stasi, all’epoca fidanzato e unico condannato in via definitiva per l’omicidio. Il contenuto preciso di quei file non è noto, ma la presenza di una protezione aggiuntiva ha riacceso l’interesse degli investigatori.

Le verifiche sugli accessi e sui contenuti

Il punto centrale dell’approfondimento investigativo riguarda il perché quella cartella fosse stata bloccata con una password e chi avesse potuto visualizzarne il contenuto prima che diventasse inaccessibile. Come riferito dal Tg1, l’attenzione degli inquirenti è rivolta ai profili di accesso, ovvero a tutti coloro che potrebbero aver visto quei file prima della loro protezione. Si tratta di un passaggio ritenuto fondamentale per comprendere se quei materiali possano avere un collegamento diretto con il movente dell’omicidio.

Le operazioni di accertamento proseguiranno con le consuete procedure tecniche, nel tentativo di ricostruire ogni dettaglio legato all’utilizzo del pc e alla gestione dei dati personali di Chiara Poggi. L’obiettivo è verificare se da quei contenuti possa emergere un elemento nuovo, utile a chiarire i contorni di una vicenda che continua a sollevare interrogativi.

Le consulenze sulla dinamica del delitto

Parallelamente alle verifiche informatiche, vanno avanti anche le consulenze di parte sulla dinamica dell’omicidio. Dario Redaelli, esperto della scena del crimine e consulente della famiglia Poggi, ha spiegato di essere al lavoro su una propria perizia. L’analisi, basata su elementi oggettivi, confermerebbe quanto sostenuto dai legali della famiglia anche nei mesi precedenti.

Secondo questa ricostruzione, la prima aggressione tra l’assassino e Chiara Poggi sarebbe avvenuta in cucina, e gli esiti dell’elaborato collocherebbero Alberto Stasi sulla scena del crimine. Un tassello che si inserisce in un quadro investigativo ancora complesso, nel quale ogni dettaglio viene nuovamente passato al setaccio nel tentativo di dare risposte definitive a uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.

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