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Riccardo Salvagno, la sua auto ritrovata in Spagna: l’ipotesi della fuga con un complice

Pubblicato: 13/01/2026 11:50

Nuovi sviluppi emergono nel caso dell’omicidio di Sergiu Tarna, il 25enne di origine moldava ucciso a colpi di pistola nella notte del 31 dicembre a Mira. L’auto di Riccardo Salvagno, vigile urbano di Venezia e principale indagato, è stata ritrovata a Valencia, in Spagna, dove l’uomo l’aveva lasciata per prendere un aereo diretto a Tenerife e successivamente rientrare in Italia, a Venezia.

Secondo fonti qualificate riportate da Fanpage.it, in Spagna si trova anche la madre di Salvagno, ma non risulta coinvolta nel supporto alla fuga. Tuttavia, gli investigatori sono certi che qualcuno abbia aiutato l’uomo nelle ore immediatamente successive all’omicidio.
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La ricostruzione della fuga

La Procura di Venezia, che coordina le indagini, definisce l’omicidio come un’esecuzione in piena regola. Secondo quanto emerso, Tarna sarebbe stato costretto con la forza e sotto minaccia di arma da fuoco a salire sulla Volkswagen di Salvagno, rintracciata in Spagna. Dopo l’omicidio, il vigile urbano ha inizialmente tentato di allontanarsi verso est, prima di dirigersi in Spagna. Poco prima di lasciare l’Italia, le strade di Salvagno e del suo presunto complice si sarebbero separate.

Al momento, le forze dell’ordine del Reparto operativo, guidate dal comandante Giuseppe Battaglia, stanno cercando di ricostruire i movimenti del 40enne e identificare la seconda persona coinvolta. L’identità del complice resta avvolta nel mistero e non sono ancora emersi sospettati certi.

Le indagini e il movente

Il movente dell’omicidio continua a essere al centro di speculazioni. Inizialmente, gli investigatori avevano ipotizzato una connessione con il traffico di droga, ma nelle ultime settimane sono emerse indiscrezioni legate a un video privato in cui Salvagno apparirebbe con una donna transessuale durante una festa o all’interno di un locale. Sebbene il video non sia stato visionato né dall’indagato, né dagli inquirenti, si sospetta che la possibile diffusione da parte di Tarna possa aver scatenato l’intento omicidiario.

Nonostante il telefono della vittima sia stato recuperato, il contenuto del presunto video non è emerso. Gli investigatori continuano a valutare tutte le piste, considerando anche eventuali motivazioni personali, legami pregressi tra vittima e indagato e possibili dinamiche criminali collegate al territorio.

Il ruolo di Salvagno in carcere

Salvagno, rappresentato dall’avvocato Guido Galletti, è stato ascoltato più volte all’interno del carcere di Santa Maria Maggiore. L’indagato sta fornendo informazioni utili a ricostruire le fasi precedenti e successive all’omicidio, in particolare cercando di chiarire chi fosse presente con lui la notte del delitto.

Le autorità mantengono alta la vigilanza, considerando anche la delicatezza del caso: un vigile urbano coinvolto in un omicidio solleva preoccupazioni per la sicurezza pubblica e l’ordine nelle istituzioni locali.

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Giallo ancora aperto

Al momento, il caso rimane avvolto nell’incertezza: le piste investigative non hanno ancora prodotto risultati conclusivi e il cerchio attorno a possibili sospettati non è chiuso. La combinazione tra fuga internazionale, possibile complice e indizi legati a video privati rende il quadro particolarmente complesso.

Gli investigatori proseguono nella ricostruzione dei fatti, concentrandosi sui collegamenti tra Salvagno e la vittima, sulle testimonianze raccolte e sulle prove materiali disponibili. Il mistero del movente resta centrale, così come l’identità della persona che avrebbe affiancato il vigile nella serata del 31 dicembre.

Il caso dell’omicidio di Sergiu Tarna si conferma come uno dei più delicati e seguiti degli ultimi anni a Venezia, tra fughe internazionali, indagini intricate e ipotesi di motivazioni personali e criminali, lasciando la città e le autorità ancora alla ricerca di risposte definitive.

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