
Manca un fascicolo chiave tra le carte sequestrate dagli inquirenti svizzeri nell’indagine sulla strage del Constellation di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno. Si tratta della documentazione amministrativa del 2015, relativa alla ristrutturazione del locale, teatro dell’incendio costato la vita a 40 persone, con 116 feriti. L’assenza di quei documenti emerge dai verbali dell’inchiesta e viene ammessa dallo stesso Jacques Moretti, uno dei titolari del disco-bar, interrogato poche ore dopo il rogo.
Secondo quanto ricostruito, Moretti avrebbe riferito agli investigatori che quelle carte “non ci sono più”. Un’assenza che pesa sull’inchiesta penale che vede Jacques e Jessica Moretti indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo. I fascicoli mancanti riguarderebbero autorizzazioni, fatture e documenti tecnici legati agli interventi effettuati undici anni fa nell’ex bunker antiatomico trasformato in locale notturno.
Le indagini e la posizione dei titolari
Jacques Moretti si trova ancora nel carcere di Sion, in attesa che il tribunale stabilisca l’ammontare della cauzione. La moglie Jessica è invece in libertà, ma sottoposta all’obbligo di firma e al divieto di espatrio. Gli inquirenti del Cantone del Vallese stanno cercando di ricostruire ogni passaggio legato alla gestione e alla sicurezza del locale, anche alla luce della documentazione che risulta irreperibile.
Nel corso dell’interrogatorio, Moretti ha tentato di spiegare la scomparsa degli archivi parlando di una serie di eventi sfortunati. Ha raccontato di un primo allagamento che avrebbe interessato l’archivio del Constellation, a causa di infiltrazioni provenienti da una struttura confinante. Successivamente, secondo la sua versione, una seconda inondazione avrebbe colpito l’ufficio della sua abitazione, dove erano conservati i documenti rimasti, portando alla decisione di gettare scatoloni di carte contabili danneggiate.
La ricostruzione del locale e la notte dell’incendio
Durante il lungo interrogatorio, l’imprenditore ha anche disegnato una planimetria del piano interrato del Constellation, descrivendo la disposizione degli spazi e delle uscite di sicurezza. Ha indicato l’ingresso principale, i servizi igienici, le stanze riservate e una porta di servizio che conduceva alle gallerie commerciali, precisando che non era segnalata come uscita di emergenza. Proprio quella porta, ha spiegato, sarebbe stata forzata durante il caos dell’incendio.
Dietro quell’accesso, secondo il suo racconto, furono trovate diverse persone prive di sensi, ammassate a terra. Tra loro c’era anche Cyane Panine, 25 anni, sua figlioccia e cameriera del locale, rimasta uccisa nel rogo. La giovane è indicata dagli inquirenti come la persona che avrebbe accidentalmente incendiato la schiuma fonoassorbente del soffitto, utilizzando una candela applicata a una bottiglia di champagne.
Aiuti alle famiglie e fronte dei risarcimenti
Accanto all’indagine penale, si apre ora il delicato capitolo dei risarcimenti. Il Cantone del Vallese ha deliberato un primo aiuto immediato di 10 mila franchi svizzeri per ciascuna famiglia coinvolta nella tragedia. È stata inoltre annunciata l’apertura di un conto corrente per le donazioni private, i cui fondi confluiranno in una fondazione indipendente incaricata di gestire la distribuzione degli aiuti.
Intanto le famiglie delle vittime sono attese a Palazzo Chigi, dove incontreranno rappresentanti del governo italiano per coordinare una strategia comune sul piano giudiziario, sia in Svizzera sia in Italia. L’obiettivo è valutare le iniziative possibili e garantire assistenza a chi ha perso i propri cari. Da parte delle istituzioni è arrivata l’assicurazione che le famiglie non saranno lasciate sole, mentre sull’incendio del Constellation restano ancora molti punti da chiarire.


