
L’ombra del meningococco si allunga sulla città di Napoli, spingendo le autorità sanitarie a innalzare i livelli di sorveglianza. Nonostante i tentativi di rassicurazione dei giorni scorsi, un documento interno ha riacceso l’attenzione su una situazione che richiede estrema cautela. Il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro, in una nota ufficiale datata 14 gennaio, ha infatti confermato che è stato “rilevato un probabile focolaio di meningite da Neisseria meningitidis”. Questa comunicazione, inizialmente indirizzata alla Programmazione Assistenza Primaria, è stata estesa nella giornata di ieri, 15 gennaio, a tutti i medici di base e ai pediatri della città, affinché monitorino con estrema solerzia ogni possibile sintomo sospetto tra i propri assistiti.
Tracciamento dei contatti e sorveglianza attiva
Sebbene la parola “focolaio” evochi scenari preoccupanti, gli esperti invitano alla calma e alla razionalità. L’Asl ha immediatamente attivato i protocolli di tracciamento per isolare i contatti stretti dei pazienti già individuati. Al momento, la situazione clinica presso l’ospedale Cotugno riguarda tre giovani di età compresa tra i 22 e i 25 anni — due ragazze e un ragazzo — tutti residenti nel quartiere di Chiaia. A questi casi si aggiunge quello di un bambino di età inferiore ai 14 anni, frequentante l’istituto scolastico “Angiulli” del Rione Sanità, struttura che è stata già sottoposta a sanificazione completa e che ha riaperto regolarmente i battenti. È fondamentale sottolineare che, ad oggi, non risultano ulteriori ricoveri legati a questa specifica emergenza.
Le autorità sanitarie sono al lavoro attraverso l’UOC Epidemiologia, Prevenzione e Registro Tumore per “porre in essere tutte le misure preventive tese a limitare la diffusione del contagio”. La strategia prevede un coinvolgimento capillare dei medici sul territorio tramite le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali), chiamati a “porre particolare attenzione a sintomatologie che potrebbero configurare il sospetto di casi riconducibili a tale malattia per una pronta attivazione delle misure preventive previste”. Il batterio in questione, il meningococco, è noto per la sua aggressività, potendo degenerare in gravi forme di sepsi se non trattato tempestivamente.
In questo clima di allerta, resta fondamentale il contrasto alla disinformazione. Solo pochi giorni fa, proprio dai vertici del Cotugno era arrivata una smentita circa l’esistenza di decessi legati al contagio, etichettando come prive di fondamento le notizie allarmistiche circolate freneticamente sulle chat di messaggistica. La linea adottata dall’Asl Napoli 1 è quella della massima trasparenza istituzionale: vigilanza alta, ma senza cedere a isterie collettive, puntando tutto sulla rapidità d’intervento e sulla profilassi dei soggetti a rischio.


