
Uno sfogo insolito per Jannik Sinner alla vigilia dell’Australian Open. Durante un allenamento a Melbourne, il numero 2 del mondo si è lasciato andare a una parolaccia, diventata rapidamente virale sui social. Un episodio raro per un giocatore noto per il suo autocontrollo, che racconta però un momento di tensione e adattamento alla vigilia del primo Slam dell’anno.
Nel video, pubblicato dall’account X Jannik files, si vede Sinner colpire un lungolinea da fondo campo che termina in rete. Subito dopo, il tennista altoatesino osserva con attenzione la racchetta e si rivolge al suo allenatore Simone Vagnozzi lasciandosi sfuggire una frase sopra le righe: «La racchetta fa cagare».
Un’espressione che ha immediatamente acceso il dibattito tra tifosi e appassionati, poco abituati a vedere il campione azzurro manifestare apertamente frustrazione in campo.
Jannik about the new Head speed racket: “The racket sucks.”
— jannik files (@jannik_files) January 16, 2026
He switched to the old one in the match against Felix Auger Aliassime. 😅
🎥 @mikaslight pic.twitter.com/thf0L03Ef8
Il nodo della nuova racchetta
Alla base dello sfogo ci sarebbe il cambio di racchetta, passaggio sempre delicato per un tennista professionista. Sinner sta infatti testando la nuova Head Speed MP 2026, un modello studiato per accompagnarlo già in questa edizione dell’Australian Open.
La racchetta integra tecnologie avanzate come Hy-Bor e Auxetic 2.0, pensate per garantire maggiore stabilità e un feeling più diretto all’impatto. Tuttavia, dalle reazioni in allenamento emerge che l’adattamento non è ancora completo.
Una transizione non ancora conclusa
Non è un caso che, durante l’ultima partita di esibizione contro Felix Auger-Aliassime, Sinner abbia preferito utilizzare la racchetta della scorsa stagione, rimandando l’esordio ufficiale del nuovo attrezzo. Una scelta prudente, dettata dalla necessità di non compromettere certezze tecniche in un momento cruciale della stagione.
Va inoltre ricordato che la racchetta utilizzata da Sinner è una “pro stock”, ovvero un modello non disponibile al pubblico, realizzato su misura secondo le specifiche richieste del giocatore. Dalle fibre di boro alla distribuzione del peso, fino alla grafica, ogni dettaglio è calibrato sulle sue esigenze.
Nervi tesi, ma nessun allarme
Lo sfogo resta un episodio isolato, che non sembra mettere in discussione la preparazione complessiva del tennista azzurro. Piuttosto, è il segnale di una fase di assestamento tecnico e di una concentrazione altissima in vista di uno Slam che Sinner affronta con ambizioni da protagonista.
In attesa dell’esordio ufficiale a Melbourne, resta da capire se il campione italiano deciderà di affidarsi definitivamente alla nuova racchetta o se rimanderà ancora il cambiamento. Una certezza, però, c’è: anche i campioni, ogni tanto, perdono la pazienza.


