
Alla fine anche Massimo Cacciari, per decenni considerato uno degli scapoli più impenitenti del panorama intellettuale italiano, ha detto sì. Il filosofo, ex sindaco di Venezia e volto noto del dibattito pubblico, si è sposato lo scorso dicembre a Milano con Chiara Patriarca, in una cerimonia celebrata nel massimo riserbo.
Il matrimonio è avvenuto lontano dai riflettori e senza comunicazioni ufficiali. Non è noto se la cerimonia si sia svolta in Comune o in chiesa, né la data precisa. A rendere la vicenda ancora più singolare è il fatto che lo stesso Cacciari, solo poche settimane prima, aveva smentito la notizia, bollando come “fake news” le indiscrezioni circolate dopo la pubblicazione dell’atto di matrimonio sui siti istituzionali dei Comuni di Venezia e Milano, comparso a fine ottobre.
Eppure quell’atto esisteva davvero. Nel documento, registrato con il numero 353, era riportata nero su bianco una scelta che il filosofo aveva custodito con estrema discrezione per anni.
Un amore nato tra filosofia e Venezia
Chiara Patriarca, oggi 52 anni, è più giovane di 30 anni rispetto a Cacciari, che ne ha 81. I due si sarebbero conosciuti a Venezia negli anni Novanta, quando lei era studentessa di Filosofia e lui insegnava Estetica all’Università Iuav, incarico che ricopriva dal 1985.
Chi frequentava l’ambiente universitario dell’epoca ricorda Patriarca come una studentessa molto preparata e riservata, mentre oggi viene descritta come una donna colta e determinata. Da quegli anni sarebbero iniziate frequentazioni sempre più assidue, fatte di incontri, dialoghi e lunghi periodi di distanza, ma mai interrotte.
La convivenza durante la pandemia
Il rapporto si sarebbe consolidato definitivamente durante la pandemia da Covid-19, quando i due avrebbero iniziato a convivere a Milano. Secondo amici vicini alla coppia, si sarebbe trattato di una scelta significativa anche sul piano personale:
“Mai Massimo aveva vissuto con qualcuno fino ad allora”, raccontano.
Un passaggio decisivo per un uomo che ha sempre rivendicato una radicale autonomia esistenziale.
Riservatezza, cultura e una vita lontana dai social
Entrambi molto gelosi della propria privacy, Cacciari e Patriarca condividono l’amore per l’arte, il mare e soprattutto i libri. Lei, figlia di un noto medico triestino, dopo gli studi a Venezia si è trasferita a Milano, dove oggi lavora nel settore della formazione, come risulta da un profilo LinkedIn che la indica impiegata presso Foncoop.
A differenza del marito, presenza costante nel dibattito pubblico e in programmi televisivi come Otto e mezzo, Patriarca resta completamente estranea al mondo mediatico.
Lo scapolo che aveva detto no al matrimonio
Per anni Cacciari aveva spiegato la sua scelta di non sposarsi con motivazioni profonde. In una celebre intervista al Corriere della Sera, alla domanda sul matrimonio rispose citando Nietzsche:
“Bisogna aver scavato il fondo della propria anima per dire per sempre”.
Parole che oggi assumono un significato diverso. Il filosofo, che non ha mai avuto figli, sembra aver compiuto proprio quel percorso interiore che lui stesso riteneva necessario.
Un sì tardivo, ma definitivo
Schivo, burbero, spesso al centro di polemiche e indiscrezioni — dalle voci sulla salute fino a gossip mai confermati — Massimo Cacciari ha sempre protetto con fermezza la propria vita privata. Anche questa volta ha scelto il silenzio, quasi a difendere un gesto intimo persino da sé stesso.
Un matrimonio arrivato tardi, ma raccontato da chi li conosce come solido, consapevole e profondo. Galeotta fu la filosofia. E, a quanto pare, anche il tempo.


