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Crans-Montana, Jacques Moretti non era il gestore del locale: “Adesso rischia la moglie Jessica”

Pubblicato: 19/01/2026 15:22

La vicenda giudiziaria legata alla strage di Capodanno a Crans-Montana si arricchisce di nuovi e determinanti dettagli che potrebbero spostare l’asse delle responsabilità penali. Al centro dell’inchiesta condotta dalla procura del Cantone Vallese vi è il rogo del locale Le Constellation, un evento drammatico che ha causato la morte di quaranta persone. Le recenti verifiche effettuate presso i registri di commercio hanno rivelato un cambiamento strutturale nell’assetto societario dei locali gestiti dai coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric. Sebbene nell’immaginario collettivo e nella gestione quotidiana entrambi apparissero come i volti del club, i documenti ufficiali mostrano una realtà diversa che potrebbe avere ripercussioni enormi sulla tenuta dell’accusa e sulle strategie difensive dei due indagati.

Il ruolo formale di Jessica Maric

Dalle analisi dei documenti societari emerge che Jacques Moretti non ricopriva più la carica di gestore ufficiale del Constellation già dal 7 febbraio 2024. Questa posizione era stata assunta interamente dalla moglie, Jessica Maric, che risultava dunque l’unica responsabile legale dell’attività al momento del disastro. Secondo quanto illustrato dall’avvocato penalista Donato Del Duca, questa distinzione burocratica non è un semplice dettaglio amministrativo ma rappresenta un elemento di potenziale vulnerabilità per la donna. Essendo la titolare formale, su di lei ricadono in prima istanza tutti gli obblighi di sicurezza e vigilanza previsti dalle leggi svizzere. Tuttavia, il diritto penale elvetico non si ferma alla superficie dei documenti e cerca sempre di individuare chi esercitasse il potere decisionale effettivo all’interno della struttura.

Nonostante la separazione dei ruoli sulla carta, gli inquirenti stanno lavorando per dimostrare che la conduzione dei locali fosse nei fatti condivisa tra i coniugi. In Svizzera vige un principio di concretezza per cui, se si riesce a provare che Jacques Moretti prendeva decisioni operative e gestiva il personale, la sua mancanza di una firma ufficiale sul registro di commercio non lo esenterebbe dalle responsabilità per omicidio colposo e incendio. La stessa Jessica, durante le prime audizioni quando era ancora ascoltata come testimone, aveva confermato questa visione unitaria dichiarando che lei e il marito erano estremamente complementari. Lei si occupava della contabilità e dell’amministrazione, mentre lui era il volto pubblico, gestiva le scorte e curava il rapporto con i clienti, rendendo la distinzione formale quasi invisibile nel lavoro di ogni giorno.

Le possibili strategie della difesa

Il fatto che i due coniugi abbiano deciso di affidarsi a team legali distinti suggerisce che le loro posizioni potrebbero divergere drasticamente con l’avanzare del processo. In casi di tale gravità è prassi comune che emergano conflitti di interesse, poiché la difesa di uno potrebbe basarsi sullo scaricare le colpe operative sull’altro. Se Jessica dovesse puntare sulla sua funzione meramente amministrativa, Jacques potrebbe trovarsi a rispondere della gestione materiale degli spazi, inclusa la gestione delle misure di sicurezza che sono venute meno la notte della strage. L’avvocato Del Duca ha sottolineato come non sia raro vedere coppie apparentemente unite entrare in contrasto quando la pressione giudiziaria diventa insostenibile e le pene ipotizzate iniziano a farsi concrete.

Un altro elemento che complica il quadro riguarda il passato di Jacques Moretti, segnato da condanne precedenti che potrebbero aver influenzato la scelta di modificare l’assetto delle società. Nel 2008, l’uomo era stato condannato per sfruttamento della prostituzione, un reato che lo aveva visto coinvolto in diverse città tra la Francia e la Svizzera. Successivamente, nel 2010, era finito sotto inchiesta per una truffa legata ad assegni familiari nella sua terra d’origine, la Corsica. Questi precedenti potrebbero aver spinto la coppia a intestare formalmente tutto alla moglie per evitare controlli più stringenti o per facilitare l’ottenimento di licenze e crediti. Tuttavia, come confermato dagli esperti legali, tale manovra risulta inutile ai fini penali se viene accertato che il soggetto con precedenti continuava a operare come gestore di fatto.

Le testimonianze dei dipendenti e le prove video

A rendere ancora più tesa la situazione sono le dichiarazioni di alcuni dipendenti che sembrano smentire le versioni fornite dai titolari. Una cameriera del Constellation ha riferito che, poco prima della tragedia, Jessica avrebbe dato istruzioni precise al personale affinché si travestisse, riprendendo la scena con il proprio cellulare. Questo dettaglio si scontra con la linea difensiva che cerca di minimizzare il coinvolgimento dei proprietari nelle dinamiche che hanno innescato l’incendio. La procura sta dunque cercando di incrociare le prove digitali e le testimonianze per capire se ci sia stata una negligenza consapevole o se siano state violate norme basilari di sicurezza durante i festeggiamenti di Capodanno, trasformando un club rinomato in una trappola mortale per decine di persone.

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