
Il Mediterraneo centrale è stretto nella morsa di una perturbazione violentissima che non accenna a placarsi, flagellando con furia cieca la Sicilia, la Sardegna e le coste della Calabria. Un bollettino di guerra che nelle ultime 24 ore ha visto i Vigili del Fuoco impegnati in ben “640 interventi, 380 in Sicilia, 170 in Sardegna e 90 in Calabria”. Le notizie più drammatiche arrivano però dalla Tunisia e dalle zone interne sarde: a Moknine, nel governatorato di Monastir, si registrano “due morti per il maltempo”, mentre nell’Ogliastra si vive col fiato sospeso per “due pastori dispersi a seguito dell’esondazione di un corso d’acqua nelle campagne di Urzulei”.
⚠️ ALLARME MALTEMPO IN SICILIA: VENTO FORTISSIMO AL RIFUGIO, ORE DI ANSIA
— Associazione Ohana: i pelosi di Chiara (@ohanarifugio) January 20, 2026
Purtroppo la situazione in Sicilia relativa al ciclone Harry è preoccupante.https://t.co/dbF26zrbO4 pic.twitter.com/vcqwlwzGjg
Sardegna: fiumi al limite e l’incubo di Capoterra
In Sardegna, l’Arpa monitora con estrema apprensione il sistema idrografico, ormai saturo. Il punto più critico è il Riu Stanali, dove il livello ha raggiunto i 5,35 metri, a un soffio dalla soglia rossa di 5,62. La situazione è descritta come imminente al collasso: “il livello del corso d’acqua si sta quindi avvicinando rapidamente. Attualmente l’acqua si trova a circa 1,5 m dall’intradosso del ponte. Si prevede il possibile superamento della soglia rossa a breve”.
La costa cagliaritana sta vivendo ore di puro terrore. A Capoterra, la memoria corre al tragico 2008, ma stavolta il nemico è il mare, spinto da raffiche di vento oltre i 100 km/h che hanno invaso i centri abitati. Il sindaco Beniamino Garaudescrive una situazione di emergenza assoluta nelle lottizzazioni di Picciau e Frutti D’Oro: “abbiamo invitato le persone a salire sui piani. Alcuni residenti che hanno solo il piano terra sono stati portati via anche grazie all’aiuto dei vigili del fuoco con i loro mezzi anfibi”. La statale 195 “Sulcitana” è stata chiusa al traffico per allagamenti, isolando parzialmente l’area.
AVISO 🌊
— Geól. Sergio Almazán (@chematierra) January 20, 2026
Fuerte tempestad en Sicilia Italia 🇮🇹
Fuertes daños reportados en el Puerto de Catania debido a las violentas marejadas
Créditos 🎥 Samuele Randazzo para "Tornado in Italia"
Vía @Italia 24HLive lia pic.twitter.com/dnTKBcJYUr
Sicilia: mareggiate distruttive e campagne in ginocchio
Sull’altra sponda del Tirreno, la Sicilia orientale è devastata da marosi che sembrano invalicabili. A Taormina, la furia dell’acqua ha colpito Isolabella e Mazzarò, distruggendo le difese artificiali. “A Mazzeo sono state portate via dal mare le ‘barriere’ di sabbia che erano state messe a protezione degli stabilimenti balneari che sono ora a rischio di gravi danni”, confermano le autorità locali. Poco distante, a Giardini Naxos, i tratti della via Tisandros e l’area del molo Saia sono stati interdetti dopo che i marosi hanno iniziato a sferzare il lungomare con onde alte decine di metri.
È crollato il muro di protezione di piazza Salvo D’Acquisto a Mazzeo, frazione di Taormina, a causa del maltempo. Il sindaco Cateno De Luca ha dichiarato che il Comune è in costante contatto con la Prefettura di Messina e che non si esclude un’eventuale evacuazione dei residenti… pic.twitter.com/AYo5AL5T4H
— La Sicilia (@lasiciliait) January 20, 2026
Nel Messinese, la viabilità è paralizzata: “esondato il fiume Agrò nel Messinese. A causa dell’ondata di maltempo che nelle ultime ore ha investito la Sicilia, il fiume è straripato e l’acqua ha invaso un tratto della Statale 114”. Il fango ha costretto alla chiusura del tratto presso Sant’Alessio Siculo in entrambe le direzioni.
Le campagne non sono state risparmiate. Coldiretti Sicilia lancia un allarme disperato per i danni subiti dalle aziende zootecniche e agroittiche, specialmente nel Corleonese e a Biancavilla. “Il vento ha provocato danni anche nelle aziende zootecniche scoperchiando i punti di raccolta del fieno”, spiegano dall’associazione, stimando perdite per migliaia di euro dovute alla distruzione di coperture e strutture produttive.
Il dramma dei pescatori e la sicurezza dei porti
A Catania, il maltempo ha riacceso la polemica sulla sicurezza infrastrutturale. L’affondamento di un peschereccio all’interno del bacino portuale ha scosso la comunità dei pescatori. Fabio Micalizi, presidente della Federazione armatori siciliani, punta il dito contro le istituzioni: “Da mesi, anzi, da anni segnaliamo criticità strutturali, condizioni di insicurezza, fondali e banchine non adeguatamente manutenuti”. Per la famiglia proprietaria dell’imbarcazione, la perdita è totale: “Quella barca non era soltanto un mezzo di lavoro, era il nostro punto di sostegno, la nostra sopravvivenza”. La Federazione ha già annunciato che scriverà al prefetto per chiedere risarcimenti, sostenendo che l’incidente non sia una fatalità ma una conseguenza di incuria prolungata.
Nel frattempo, a Tortolì, il vento ha abbattuto un albero su una vettura in transito: le due persone a bordo sono state estratte dalle lamiere e portate in ospedale, fortunatamente non in pericolo di vita. La protezione civile invita alla massima prudenza, mentre i modelli meteorologici prevedono che la perturbazione continuerà a insistere sulle isole maggiori ancora per diverse ore.


