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“Morto così, dopo giorni di agonia”. Il dramma del piccolo Antony, ora la scoperta shock

Pubblicato: 21/01/2026 11:51

Una vicenda drammatica ha colpito profondamente la comunità di Monacizzo, frazione di Torricella nel Tarantino. È morto al Policlinico di Bari il piccolo Antony, bambino di soli dieci mesi rimasto gravemente ustionato lo scorso novembre all’interno della sua abitazione. Le condizioni del neonato erano apparse da subito critiche, e nonostante 53 giorni di ricovero in rianimazione, il piccolo non ce l’ha fatta.

Le ustioni, di secondo e terzo grado, avevano interessato gran parte del corpo del bambino, costringendo i medici a un ricovero immediato nel centro grandi ustionati di Bari dopo un primo soccorso all’ospedale di Manduria. Il dramma ha lasciato senza parole la comunità locale, mentre la vicenda entra ora nel percorso giudiziario previsto dalla legge.
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L’indagine della procura e il sequestro della salma

Dopo il decesso, la Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il sequestro della salma, trasferita all’obitorio del Policlinico in attesa di eventuale autopsia, che dovrà essere valutata dal pubblico ministero Salvatore Colella. La madre del bambino, assistita dall’avvocato Nicola Marseglia, risulta indagata come atto dovuto. La contestazione iniziale di lesioni personali colpose gravi potrebbe essere riqualificata a seconda degli accertamenti. L’inchiesta è affidata al commissariato di Manduria, che sta raccogliendo testimonianze e ricostruendo la dinamica dell’incidente domestico.

Secondo quanto emerso, l’incidente si sarebbe verificato in pochi istanti all’interno dell’abitazione di Monacizzo. Antony si trovava nel girello quando dell’acqua bollente, proveniente da un bollitore elettrico, gli è accidentalmente caduta addosso. La gravità delle ustioni ha reso immediato il trasferimento al centro grandi ustionati di Bari, dove il piccolo è rimasto in coma fino al decesso.

Ingresso di un moderno ospedale europeo

Il ricovero e i tentativi dei medici

Il percorso clinico del neonato è stato lungo e drammatico. Trasportato inizialmente al pronto soccorso di Manduria, Antony era già in condizioni critiche. I medici hanno subito attivato le procedure per il trasferimento in un centro specializzato, dove il piccolo ha ricevuto tutte le cure possibili, comprese le terapie intensive per ustioni estese. Nonostante i tentativi dei medici, le complicazioni legate alla gravità delle lesioni hanno portato al tragico epilogo.

La notizia della morte ha generato momenti di forte tensione nel reparto, con l’intervento delle forze dell’ordine per gestire la situazione e garantire la sicurezza. La comunità locale, già sconvolta dall’incidente, ora si trova a dover affrontare il lutto per la perdita di un bambino di soli dieci mesi.

La dinamica dell’incidente e le responsabilità

Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. L’ipotesi è che il neonato sia stato colpito da acqua bollente caduta da un bollitore elettrico, mentre si trovava nel girello. La vicenda, seppur accidentale, ha portato all’indagine nei confronti della madre come atto dovuto, con la Procura che dovrà valutare eventuali responsabilità penali.

Al momento, non sono emersi elementi che facciano pensare a dolo o negligenza volontaria, ma il quadro resta delicato. La valutazione dell’autopsia, se disposta, potrà chiarire ulteriormente le cause delle ustioni e confermare la natura accidentale della tragedia.

Veduta dell

Il cordoglio della comunità e le reazioni

La morte di Antony ha lasciato un vuoto immenso tra familiari e vicini di casa. La comunità di Monacizzo e l’intero comprensorio di Torricella si stringono attorno alla famiglia in questo momento di dolore. La vicenda ha scosso profondamente anche gli operatori sanitari che hanno seguito il piccolo durante i 53 giorni di ricovero, testimoniando quanto l’accaduto abbia segnato l’intera catena di soccorso.

Un episodio che riporta alla luce i rischi legati agli incidenti domestici e all’importanza della prevenzione in casa, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli. Il caso di Antony rimarrà come monito, ma soprattutto come testimonianza della fragilità della vita e della rapidità con cui tragedie del genere possono verificarsi.

La Procura continuerà ora a seguire l’iter giudiziario, con eventuale autopsia e accertamenti, mentre il sequestro della salma garantisce il rispetto delle procedure investigative. La comunità, intanto, resta in lutto, ricordando il piccolo Antony come simbolo di una tragedia che ha toccato tutti profondamente.

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