
Il governo italiano accelera sull’approvazione del nuovo pacchetto sicurezza, con l’obiettivo di affrontare fenomeni di criminalità urbana, baby gang e reati legati allo spaccio di droga. Dopo una giornata di intense consultazioni a Palazzo Chigi, il premier Giorgia Meloni ha incontrato i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme ai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia Carlo Nordio, della Difesa Guido Crosetto e ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. L’incontro è stato definito “costruttivo” e “molto positivo”, con piena condivisione sull’impianto normativo che sarà discusso in Consiglio dei Ministri la prossima settimana.
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L’obiettivo del pacchetto è duplice: accelerare l’approvazione delle norme anti-maranza e rafforzare le misure contro i comportamenti violenti dei minori. Le prime bozze prevedono il sequestro di beni come veicoli, motorini, auto, telefonini e monopattini per i reati connessi alla droga, con l’intento di rendere più difficile l’attività degli spacciatori. Il leader leghista Matteo Salvini ha dichiarato: «Per i minori non accompagnati che commettono reati, non sarà più previsto il loro mantenimento a carico dello Stato».
Reazioni dei partiti e opinione pubblica
Il pacchetto sicurezza ha suscitato forti reazioni politiche. La sinistra, con esponenti come il segretario di +Europa Riccardo Magi e la senatrice del PD Enza Rando, ha criticato le misure come punitive e insufficienti rispetto alle necessità di educazione, inclusione e prevenzione del disagio giovanile. Secondo Rando, il governo punta solo alla repressione, trascurando interventi sociali, investimenti scolastici e supporto territoriale.
Diversa la posizione di Italia Viva, che sostiene la stretta sulle armi bianche e considera le misure ragionevoli per prevenire episodi di violenza tra i giovani. Il vicepresidente renziano Davide Faraone ha dichiarato: «Non possiamo restare a guardare. È meglio intervenire subito per prevenire tragedie».
Il gradimento della popolazione appare invece più favorevole. Secondo l’Osservatorio sui temi sociali di Noto Sondaggi, tra il 60 e il 70 per cento degli italiani approva il pacchetto sicurezza, includendo anche cittadini che non hanno votato per il centrodestra nel 2022. La stessa rilevazione segnala che il 65 per cento ha condiviso l’intervento della polizia a Torino per lo sgombero di Askatasuna, sottolineando un consenso trasversale sulle misure concrete per la sicurezza urbana.

Misure previste e strumenti per le forze dell’ordine
Il pacchetto prevede sia un decreto legge sia un disegno di legge, con norme che mirano a ridurre i rischi di violenza e a rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine. La stretta interesserà non solo il contrasto alla microcriminalità ma anche il tema dell’immigrazione e dell’integrazione, con misure più severe per i minori non accompagnati coinvolti in reati.
Parallelamente, il governo ha previsto un incremento delle risorse per il comparto sicurezza e difesa. Il ministro Paolo Zangrillo ha annunciato che le risorse stanziate nella legge di bilancio 2025 consentiranno un aumento retributivo complessivo del 5,4 per cento a regime, a partire dal 1° gennaio 2027. L’incremento interesserà circa cinquecento operatori, tra Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate.

Verso il Consiglio dei Ministri
La prossima settimana sarà dunque decisiva per il pacchetto sicurezza. Il Consiglio dei Ministri dovrà valutare decreto e disegno di legge, confermando o limando alcune norme. La volontà del governo è chiara: intervenire rapidamente per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini sulla sicurezza, senza rinunciare a strumenti concreti per prevenire reati e garantire ordine pubblico.
Il pacchetto, dunque, rappresenta una tappa cruciale della politica del governo Meloni, tra consenso popolare, critiche politiche e l’obiettivo di rafforzare la sicurezza urbana in un contesto di crescente attenzione verso il tema della criminalità giovanile e della prevenzione.


