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Strage di Crans-Montana, Palazzo Chigi: “L’ambasciatore tornerà in Svizzera solo con piena collaborazione giudiziaria”

Pubblicato: 26/01/2026 19:20

Il rientro dell’ambasciatore italiano in Svizzera è subordinato a due condizioni precise: l’avvio di un’effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi e l’immediata costituzione di una squadra investigativa comune per accertare, senza ulteriori ritardi, le responsabilità della strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026.
È quanto comunica Palazzo Chigi in una nota diffusa dopo l’incontro avvenuto oggi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma d’intesa con il ministro degli Esteri Antonio Tajani in seguito alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti.

Il vertice a Palazzo Chigi

All’incontro hanno partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli. Il governo ha ribadito la propria linea di fermezza nei confronti delle autorità elvetiche, confermando l’intenzione di mantenere alta la pressione diplomatica fino a quando non verranno garantiti passi concreti sul fronte delle indagini.

L’esecutivo italiano ha ribadito la disponibilità a collaborare attivamente, proponendo la creazione di una squadra investigativa congiunta che possa avvalersi anche della competenza delle forze di polizia italiane.

“Nessuno deve sfuggire alla giustizia”

Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, l’obiettivo è assicurare che nessuno dei responsabili della tragedia, sia tra gli indagati sia tra coloro che dovessero emergere nel prosieguo delle indagini, possa sottrarsi a un processo rapido ed equo. Nel mirino anche eventuali funzionari che non avrebbero effettuato controlli adeguati.

La richiesta del governo è che venga garantito un percorso giudiziario capace di assicurare giustizia alle famiglie delle vittime e dei feriti, oltre ai relativi risarcimenti.

Le tensioni dopo la decisione dei giudici svizzeri

A inasprire i rapporti è stata in particolare la scelta della magistratura svizzera di concedere gli arresti domiciliari al proprietario del locale Le Constellation dopo il pagamento di una cauzione di 200 mila franchi, decisione che la presidente del Consiglio aveva definito “un oltraggio”.

Nell’incendio scoppiato nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio a Crans-Montana hanno perso la vita sei ragazzi italiani, un evento che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che resta al centro dell’azione diplomatica del governo.

L’Italia chiede ora segnali concreti dalle autorità elvetiche: solo in presenza di una collaborazione giudiziaria piena e di un’indagine condivisa l’ambasciatore Cornado potrà rientrare in Svizzera.

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Ultimo Aggiornamento: 26/01/2026 19:21

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