
Era il 4 maggio 2002 quando Tommaso Gigliola, 40enne di Brindisi, venne ucciso nella zona dello stadio San Nicola di Bari. A distanza di quasi 24 anni, quel delitto ha finalmente un nome e un arresto.
In manette è finito Francesco Pellegrino, 44 anni, pregiudicato, ritenuto dagli inquirenti l’esecutore materiale dell’omicidio. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri di Bari al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.
A Pellegrino è contestato il reato di omicidio in concorso, aggravato dai motivi abietti, dalle condizioni di minorata difesa della vittima e dal fine di eseguire una rapina a mano armata.
Secondo quanto ricostruito, la notte del delitto tre uomini avrebbero pianificato una rapina ai danni dei clienti delle prostitute che frequentavano la zona dello stadio San Nicola. Uno di loro avrebbe indotto Gigliola ad appartarsi in una zona isolata per consentire l’intervento dei complici.
La vittima, però, si sarebbe accorta della presenza degli aggressori e avrebbe tentato la fuga. A quel punto fu colpita con più colpi di pistola, esplosi con un’arma 9×21 regolarmente detenuta da uno dei componenti del gruppo, rivelatisi fatali.
Le indagini hanno fatto emergere un modus operandi collaudato: dopo l’omicidio, gli indagati avrebbero perquisito l’auto di Gigliola, spostandone i vestiti, e successivamente avrebbero anche spostato il veicolo per renderlo meno visibile, lasciando però al suo interno impronte digitali.
Circa venti giorni dopo, secondo gli investigatori, i responsabili avrebbero bruciato l’auto utilizzata per la rapina, presa in prestito da un’amica di uno degli indagati, nel tentativo di cancellare le tracce.
Decisiva per la svolta è stata la testimonianza di un collaboratore di giustizia, che ha ammesso di aver partecipato all’azione. «Il nostro obiettivo non era uccidere, ma rapinare», ha raccontato, riferendo che fu Pellegrino a sparare quando Gigliola tentò di scappare.
Del gruppo facevano parte, oltre a Pellegrino e al collaboratore, un terzo uomo nel frattempo deceduto. Come sottolineato dal procuratore di Bari Roberto Rossi, «stiamo lavorando sui vecchi casi di omicidio: tutti devono avere giustizia». Pellegrino, intanto, risulta aver continuato a delinquere negli anni successivi, con precedenti per tentato omicidio, furti, lesioni e reati legati alle armi.


