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Virus Nipah, l’Ecdc rassicura: rischio molto basso per l’Europa. Allerta in India

Pubblicato: 29/01/2026 19:48

Il rischio di infezione da virus Nipah per i cittadini europei che viaggiano o risiedono nel Bengala occidentale, in India, è considerato “molto basso”. A chiarirlo è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), dopo la segnalazione di due casi confermati nella regione.
Secondo gli esperti, al momento i focolai risultano limitati all’Asia. Tuttavia il virus resta sotto stretta osservazione perché presenta un potenziale epidemico e pandemico, potendo diffondersi sia tra le persone sia attraverso gli animali domestici.

Perché il rischio per l’Europa è considerato limitato

L’Ecdc spiega che la via più probabile per un’eventuale introduzione del virus Nipah in Europa sarebbe rappresentata da viaggiatori infetti. Nonostante ciò, l’ipotesi viene giudicata improbabile. Ancora più basso è il rischio di una trasmissione successiva, anche in caso di importazione, dal momento che in Europa non sono presenti i pipistrelli della frutta, principali serbatoi naturali del virus.
Un altro elemento rassicurante riguarda i casi individuati in India: entrambi coinvolgono operatori sanitari dello stesso ospedale, entrati in contatto tra loro a fine dicembre 2025. Il numero limitato di infezioni e il collegamento con un unico contesto sanitario fanno ritenere che non vi sia, al momento, trasmissione comunitaria.

Le raccomandazioni per chi viaggia nel Bengala occidentale

Pur in un quadro definito a basso rischio per l’Europa, l’Ecdc invita alla prudenza chi si reca nella zona interessata. In particolare viene raccomandato di: evitare il contatto con animali domestici o selvatici e con i loro fluidi o rifiuti, non consumare alimenti potenzialmente contaminati dai pipistrelli, evitare di bere linfa di palma da dattero cruda, una delle possibili fonti di contagio. Misure di prevenzione che restano fondamentali per ridurre ulteriormente il rischio individuale.

Allarme in Asia: cos’è il virus Nipah e perché preoccupa

Il virus Nipah è una malattia zoonotica, cioè trasmessa dagli animali all’uomo, identificata per la prima volta nel 1998 in Malaysia. In India il primo focolaio risale al 2001, proprio nel Bengala occidentale.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il Nipah presenta un tasso di mortalità compreso tra il 40% e il 75% e non esiste attualmente un vaccino. Può essere trasmesso da pipistrelli frugivori e maiali, ma anche attraverso alimenti contaminati o da persona a persona.
Nei soggetti infetti può causare quadri molto diversi, che vanno da forme asintomatiche fino a gravi infezioni respiratorie ed encefalite fatale. Il periodo di incubazione varia in genere tra quattro e quattordici giorni.
Per queste caratteristiche, l’Oms ha inserito il Nipah tra le dieci malattie prioritarie per il rischio di nuove epidemie, insieme a patogeni come Covid-19 e Zika.

Le misure adottate in India e nei Paesi vicini

Le autorità indiane hanno assicurato un contenimento tempestivo dei casi confermati, attivando sorveglianza rafforzata, test di laboratorio e indagini sul campo. Parallelamente, diversi Paesi asiatici hanno introdotto controlli aggiuntivi.
La Thailandia ha avviato verifiche sanitarie in tre aeroporti sui passeggeri provenienti dal Bengala occidentale, mentre il Nepal ha rafforzato i controlli all’aeroporto di Kathmandu e ai principali punti di confine terrestri.
Un quadro che resta in evoluzione, ma che al momento vede l’Europa in una posizione di rischio molto contenuto, pur con l’attenzione alta su un virus considerato tra i più pericolosi emergenti a livello globale.

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