
Emergono nuovi dettagli sul caso del latte in polvere contaminato che ha coinvolto alcuni dei principali produttori mondiali di alimenti per l’infanzia. Secondo un’inchiesta del Financial Times, l’ingrediente finito in centinaia di prodotti destinati ai neonati proverrebbe da un laboratorio di Wuhan, in Cina, ed è risultato esposto a una tossina potenzialmente pericolosa.
Si tratta dell’olio ricco di acido arachidonico (Ara), una sostanza aggiunta alle formule per lattanti per imitare gli acidi grassi presenti nel latte materno. L’olio sarebbe stato contaminato dalla cereulide, una tossina in grado di provocare vomito e diarrea, prima di essere distribuito a stabilimenti produttivi in oltre 65 Paesi.
L’origine della contaminazione e i tempi dei richiami
Secondo le ricostruzioni, la contaminazione avrebbe avuto origine in uno stabilimento di Cabio Biotech, società biotecnologica quotata a Shanghai che produce l’olio Ara attraverso la fermentazione di funghi.
Nestlé avrebbe individuato il problema già il 10 dicembre, durante test interni effettuati in uno stabilimento nei Paesi Bassi. Tuttavia, il richiamo dei prodotti è scattato soltanto il 5 gennaio, dopo settimane di verifiche necessarie per risalire alla fonte dell’ingrediente contaminato.
Dopo l’intervento di Nestlé sono seguiti anche i richiami di Danone e Lactalis, con ripercussioni immediate sui titoli in Borsa dei gruppi coinvolti.
L’indagine in Francia e i sospetti sui decessi
La Francia ha nel frattempo aperto un’indagine sulla morte di due neonati che avrebbero consumato latte in polvere contaminato. Al momento, precisano le autorità, non è stato stabilito alcun nesso causale diretto tra i prodotti richiamati e i decessi, ma le verifiche sono ancora in corso.
Il caso resta quindi aperto e sotto stretta osservazione da parte delle autorità sanitarie europee.
Una crisi che mette in luce le fragilità del settore
La vicenda evidenzia alcuni problemi strutturali dell’industria del latte artificiale. Il primo riguarda la forte dipendenza da fornitori unici: un solo ingrediente compromesso è stato sufficiente per innescare una crisi su scala globale.
Il secondo aspetto riguarda la crescente complessità delle formulazioni. Negli ultimi anni le aziende hanno introdotto un numero sempre maggiore di vitamine e componenti aggiuntivi per giustificare prodotti “premium” venduti a prezzi elevati. Tuttavia, l’efficacia reale di molti di questi supplementi è messa in discussione da una parte della comunità scientifica.
In arrivo una soglia europea per la cereulide
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha annunciato che definirà una soglia minima di presenza della tossina cereulide, oltre la quale scatteranno automaticamente i richiami dei prodotti.
Una misura che punta a rendere più rapidi e uniformi gli interventi in caso di contaminazione, ma che arriva mentre l’industria del latte artificiale si trova già a fare i conti con una delle crisi più delicate degli ultimi anni.


