
Un giudice federale ha ordinato il rilascio di Liam Conejos Ramos e di suo padre dal centro di detenzione per migranti in Texas, dove erano trattenuti da giorni dopo essere stati fermati a Minneapolis. La decisione mette fine a una vicenda che aveva sollevato un’ondata di indignazione negli Stati Uniti e all’estero.
La fotografia del bambino di cinque anni caricato su un’auto dell’Ice in Minnesota e trasferito in Texas era diventata virale, trasformandosi in uno dei simboli più forti della stretta sull’immigrazione.
L’arresto davanti a casa dopo l’asilo
Liam e suo padre, identificato dal Dipartimento della Sicurezza Interna come Adrian Alexander Conejo Arias, erano stati fermati nel vialetto della loro abitazione, mentre rientravano dalla scuola materna frequentata dal piccolo.
Dopo aver arrestato il padre, gli agenti avrebbero chiesto al bambino di bussare alla porta di casa per verificare se fossero presenti altre persone. Un episodio che ha alimentato ulteriori polemiche. Dalla scuola hanno parlato apertamente di un utilizzo del minore come “esca”.
La sovrintendente delle scuole pubbliche di Columbia Heights, a nord di Minneapolis, aveva espresso tutta la propria indignazione: “Perché arrestare un bambino di cinque anni? Come può essere considerato un criminale?”.
La foto simbolo e le condizioni del bambino
Lo scatto che ritrae Liam con un cappellino azzurro con le orecchie da coniglio e lo zainetto dell’Uomo Ragno ha fatto il giro del mondo, diventando l’emblema delle politiche migratorie più dure.
Nei giorni scorsi una delegazione di esponenti democratici aveva fatto visita al bambino nel centro di detenzione, descrivendolo come “triste e depresso”. Secondo quanto riferito, Liam chiedeva spesso della mamma e dei compagni di scuola.
Altri minori fermati e accuse di uso eccessivo della forza
Secondo quanto riportato, negli ultimi giorni sarebbero stati arrestati almeno cinque bambini. Le operazioni di Ice e Border Patrol si sono intensificate anche nelle città, in seguito a un generale inasprimento delle politiche sull’immigrazione.
Le due agenzie sono finite al centro di pesanti critiche per modalità operative giudicate aggressive. A Minneapolis sono inoltre accusate di essere coinvolte in episodi mortali: una maestra elementare di 37 anni, Renee Nicole Good, sarebbe stata uccisa il 7 gennaio da un agente dell’Ice, mentre un infermiere coetaneo, Alex Pretti, sarebbe morto il 24 gennaio in un intervento attribuito a un membro della Border Patrol.
La battaglia legale del Minnesota e le proteste in tutto il Paese
Il rilascio di Liam arriva mentre il Minnesota incassa una sconfitta in tribunale nella sua azione contro l’Ice. La giudice Kate Menendez ha respinto la richiesta dello Stato di limitare le operazioni federali sull’immigrazione, spiegando che Minnesota e Minneapolis non sono riuscite a dimostrare in modo definitivo l’illegittimità dell’invio di agenti federali.
Le autorità cittadine si sono dette deluse dalla decisione, assicurando però che continueranno a battersi per la sicurezza dei cittadini.
Intanto, se Minneapolis resta uno dei principali epicentri della protesta, in molte altre città americane continuano le mobilitazioni contro l’Ice, con centinaia di manifestazioni in programma in tutto il Paese.


