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“Dovevamo vederci, poi…”. Maria Rita Parsi, la rivelazione di Monica Setta

Pubblicato: 02/02/2026 16:21

È morta oggi, 2 febbraio, all’età di 78 anni, Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di fama internazionale e figura centrale nella tutela dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia e all’estero.

Nel corso della sua lunga carriera, Maria Rita Parsi è stata un punto di riferimento nel dibattito pubblico sui diritti dei minori, unendo competenza scientifica, impegno civile e una costante attività di divulgazione.

Fondatrice della Scuola italiana di psicoanimazione (Sipa) e dell’associazione Movimento per, con e dei bambini, poi divenuta Fondazione Movimento Bambino Onlus, Parsi ha dedicato la sua vita alla protezione dei più fragili.

Volto noto anche al grande pubblico, è stata spesso ospite in televisione per affrontare temi delicati come violenza, disagio giovanile e responsabilità degli adulti. Tra le sue ultime apparizioni tv, quella del 31 gennaio a Storie al bivio su Rai 2.

In quella puntata, condotta da Monica Setta, si parlava del femminicidio di Anguillara Sabazia, uno dei tanti casi sui quali Maria Rita Parsi aveva invitato a riflettere in chiave di prevenzione e ascolto.

Proprio Monica Setta ha voluto ricordarla sui social con parole cariche di dolore e affetto. “Dovevamo vederci sabato scorso”, ha scritto, raccontando di una cena programmata a casa di Parsi insieme a sua madre.

Le due condividevano non solo il lavoro televisivo, ma anche una profonda amicizia e persino la stessa data di nascita, il 5 agosto. “Eravamo andate in onda insieme pochi giorni fa e avevamo tante cose da dirci”, ha ricordato la conduttrice.

Quell’incontro, però, non ci sarà mai. “Stamattina la telefonata di un’amica comune: ‘Maria Rita non c’è più’”, scrive Setta, descrivendo lo shock per una perdita arrivata all’improvviso, senza segnali di malattia.

“Non ho più parole amica mia, ho solo voglia di piangere”, conclude Monica Setta. Per Maria Rita Parsi, donna dell’ascolto e della cura, resta ora il tempo del ricordo e un’eredità umana e professionale che continuerà a parlare di infanzia, responsabilità e protezione dei più deboli.

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