
Una sostanza fatta cadere sui vestiti, due sconosciuti apparentemente premurosi che si avvicinano per offrire aiuto e, nel giro di pochi secondi, il portafogli che sparisce dalla borsa. È il meccanismo della cosiddetta “truffa del piccione”, un espediente utilizzato per distrarre le vittime e consentire ai complici di agire indisturbati. Due episodi sono stati segnalati a La Spezia, nei quartieri di Fossitermi e La Chiappa.
Il sistema è semplice quanto insidioso perché punta proprio sulla confusione provocata da un piccolo incidente apparentemente casuale. La vittima viene sporcata sulla spalla o sui vestiti con una sostanza che ricorda gli escrementi di un volatile. A quel punto entrano in azione i truffatori: mentre uno richiama l’attenzione sulla macchia e cerca di ripulirla, il complice approfitta della distrazione per aprire la borsa e impossessarsi del portafogli.
La donna avvicinata dopo essere stata sporcata sulla spalla
Il primo episodio segnalato è avvenuto nel quartiere di Fossitermi. Una donna stava camminando quando si è ritrovata sulla spalla una sostanza vischiosa e verdastra, apparentemente simile al guano di un piccione. Subito dopo sono comparsi un uomo e una donna che, fingendo di volerla aiutare, hanno scherzato sull’accaduto dicendole: “Porta fortuna”.
L’uomo avrebbe quindi iniziato a pulire la spalla della vittima utilizzando un fazzoletto. Proprio in quei pochi istanti, mentre l’attenzione della donna era concentrata sulla macchia e sull’uomo che la stava aiutando, la complice sarebbe riuscita ad aprire la borsa e prendere il portafogli. La vittima si è resa conto di quanto accaduto soltanto quando i due si erano già allontanati e ha quindi presentato denuncia.
Il secondo episodio: utilizzato olio per motori
Un copione molto simile si sarebbe ripetuto nel quartiere della Chiappa, questa volta ai danni di una donna anziana. In questo caso sulla spalla della vittima sarebbe stato fatto cadere olio per motori, ma il sistema utilizzato per distrarla sarebbe stato sostanzialmente identico.
Una coppia si sarebbe immediatamente avvicinata proponendosi di aiutarla a ripulire i vestiti. Mentre uno dei due teneva impegnata l’anziana, l’altro avrebbe approfittato della situazione per raggiungere la borsa e portare via il portafogli. Anche in questo caso la vittima avrebbe compreso il raggiro soltanto successivamente.
Come funziona la “truffa del piccione”
La tecnica sfrutta un meccanismo di distrazione molto rapido. Il primo obiettivo dei truffatori è creare una situazione inattesa che costringa la vittima a spostare l’attenzione dalla propria borsa o dagli effetti personali. La macchia sui vestiti diventa quindi il pretesto per ridurre le distanze e stabilire un contatto senza destare immediatamente sospetti.
È proprio la presenza di almeno due persone a rendere particolarmente efficace il raggiro: una distrae e l’altra agisce. L’intera operazione può durare pochissimi secondi e la vittima può non accorgersi neppure che qualcuno abbia aperto la borsa fino a quando i responsabili non si sono già allontanati.
Le indagini dopo le denunce
Dopo le segnalazioni, gli investigatori sono al lavoro per identificare gli autori dei due episodi e verificare eventuali collegamenti. Saranno gli accertamenti a stabilire se dietro i casi registrati nei due quartieri spezzini vi siano le stesse persone o gruppi differenti che utilizzano una tecnica analoga.
Il sistema utilizzato rappresenta soprattutto un invito alla prudenza: quando uno sconosciuto segnala improvvisamente una macchia sui vestiti e insiste per prestare aiuto, è opportuno tenere sotto controllo borsa, portafogli e telefono, evitando che altre persone possano avvicinarsi agli effetti personali durante quei pochi momenti di distrazione.


