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Foggia, fanno un convegno sulla disabilità ma le sedie a rotelle non possono accedere

Pubblicato: 02/02/2026 14:51

L’episodio al Palazzetto dell’Arte: l’ascensore della “Sala Rosa” è troppo stretto per le sedie a rotelle. Il gruppo Solidea: “Contraddizione evidente, svuotata di significato l’iniziativa”.

FOGGIA – Doveva essere un momento di confronto e crescita sui diritti e l’inclusione, ma si è trasformato in una testimonianza diretta delle barriere architettoniche che ancora affliggono la città. Lo scorso 30 gennaio, a Foggia, un incontro dedicato al tema della disabilità è stato segnato da un paradosso che ha sollevato polemiche e amarezza tra i partecipanti.

L’evento si è svolto presso la “Sala Rosa” del Palazzetto dell’Arte, un luogo che si è rivelato strutturalmente inadeguato a ospitare proprio le persone a cui l’iniziativa era rivolta. A denunciare l’accaduto sono i membri del gruppo Solidea, i quali hanno riferito come l’accesso alla sala sia stato impedito a molti a causa di un ascensore non a norma.

Numeri e norme: un ascensore fuori legge

Il cuore del problema risiede nelle dimensioni della cabina dell’ascensore, l’unico mezzo per raggiungere il piano del convegno. Secondo i rilievi segnalati dal gruppo Solidea, la cabina misura appena 75 cm di larghezza per 100 cm di profondità.

Queste misure risultano ben al di sotto degli standard minimi previsti dalla normativa vigente per gli edifici pubblici esistenti, che impone una profondità di almeno 120 cm e una larghezza di 80 cm per garantire il passaggio e la manovra delle sedie a rotelle.

Il “caso” delle pedane smontate

La situazione ha raggiunto l’apice dell’assurdo quando un attivista per i diritti civili, determinato a partecipare all’incontro, è riuscito a entrare nell’elevatore solo dopo un intervento di fortuna: lo smontaggio delle pedane poggiapiedi della sua sedia a rotelle a spinta.

“Un espediente improvvisato e tutt’altro che sicuro”, hanno sottolineato da Solidea, rimarcando come tali manovre non dovrebbero mai rendersi necessarie in un edificio pubblico, specialmente durante un evento istituzionale che celebra l’abbattimento delle barriere.

L’appello alle istituzioni

Per il gruppo Solidea, la scelta della sede ha rappresentato una mancanza di coerenza e responsabilità istituzionale. Parlare di disabilità in un luogo non pienamente accessibile rischia di “riproporre proprio quelle esclusioni che si vorrebbero superare”, svuotando di fatto il messaggio dell’incontro.

La richiesta avanzata alle autorità è chiara: sospendere l’utilizzo della Sala Rosa per eventi legati alla disabilità fino a quando la struttura non sarà adeguata alle norme sull’accessibilità, per evitare che il diritto alla partecipazione rimanga solo un concetto teorico sulla carta.

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