
La scomparsa di Maria Rita Parsi, avvenuta lunedì 2 febbraio a Roma all’età di 78 anni, ha lasciato un profondo senso di sgomento nel mondo dell’informazione, della psicologia e tra i numerosi amici e colleghi. La notizia ha colto tutti di sorpresa, poiché Parsi non aveva malattie note, come confermato dalle testimonianze raccolte nelle ore successive alla morte. La sua figura era nota non solo per le competenze scientifiche e psicologiche, ma anche per il suo impegno sociale costante, soprattutto a favore dei più giovani.
L’improvvisa scomparsa di una personalità così influente ha generato numerose reazioni sui media. Numerosi colleghi hanno sottolineato la difficoltà di spiegare il decesso, ricordando la vitalità e la dedizione di Parsi fino a pochi giorni prima. La sua morte improvvisa ha aperto un momento di riflessione sul contributo della psicologa e psicoterapeuta alla società italiana, con particolare attenzione ai bambini e agli adolescenti.
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Testimonianze e ricordi dai media
Le dichiarazioni di chi l’ha conosciuta da vicino restituiscono il ritratto di una persona attiva e profondamente impegnata. Vladimir Luxuria, intervistata dall’Ansa, ha ricordato di averla incontrata pochi giorni prima in Rai: “Solo giovedì scorso si sentiva benissimo, pur lamentando un forte dolore alla gamba. Le ho detto di farsi vedere da un medico e mi ha risposto che lo avrebbe fatto”.
In diretta a Storie italiane, Eleonora Daniele ha ribadito più volte che Parsi “non aveva nulla, non era malata”. La conduttrice, visibilmente scossa, ha ricordato anche le abitudini quotidiane della collega: “Arrivava qui la mattina con la sua bottiglietta d’acqua, mi sorrideva e mi chiedeva ‘Come stai?’”.

Anche Caterina Balivo, intervenuta in televisione, ha sottolineato la dedizione di Parsi al lavoro e ai minori: “Ha fatto tantissimo per i bambini, era una persona unica. È sempre stata ospite gratuitamente, il suo era un ‘servizio pubblico’. Ogni volta che cambiava il governo, lei andava e diceva che bisognava fare qualcosa in più per i bambini”.
Il cordoglio è giunto anche dai programmi di informazione, con Francesco Vecchi a Mattino Cinque che ha parlato di “un grande dispiacere” e definito Parsi “una grande professionista che si occupava dei più piccoli e dei più fragili”. Federica Panicucci ha aggiunto: “Questa notizia ci ha lasciato sgomenti”.
Chi era Maria Rita Parsi
Maria Rita Parsi è stata una delle figure più autorevoli nel campo della psicologia, della psicopedagogia e della psicoterapia in Italia. Docente universitaria, saggista e scrittrice, ha pubblicato oltre cento opere scientifiche e divulgative. Ha fatto parte dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Comitato ONU sui diritti del fanciullo.
Nel 1986 ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2005 ha fondato il Movimento Bambino, una onlus impegnata nella tutela dei minori e nel contrasto agli abusi. Tra le iniziative più note, la Carta di Alba, pubblicata nel 2006, affrontava i rischi della rete per bambini e adolescenti.
Parsi è stata anche ideatrice della metodologia della Psicoanimazione, applicata in ambito psicologico e socio-educativo, e fondatrice della Scuola Italiana di Psicoanimazione. Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi l’ha ricordata come “un punto di riferimento imprescindibile per la psicologia italiana e internazionale”.

Cordoglio e riconoscimenti istituzionali
Il contributo di Parsi alla tutela dei bambini e degli adolescenti è stato ricordato anche dai ministri Giuseppe Valditara, Orazio Schillaci ed Eugenia Roccella, che hanno sottolineato il ruolo fondamentale della psicologa nella difesa dei diritti dei più piccoli. La sua eredità scientifica e sociale lascia un vuoto importante non solo tra colleghi e amici, ma anche nell’intera comunità educativa e psicologica italiana.
La morte di Maria Rita Parsi segna la perdita di una personalità instancabile, impegnata quotidianamente nella difesa dei diritti dei bambini, nella promozione della psicologia sociale e nella sensibilizzazione della società su tematiche spesso trascurate. La sua figura resterà un esempio di dedizione, competenza e passione per le generazioni future.


