
La battaglia tra il colosso televisivo di Cologno Monzese e Fabrizio Corona si sposta dai monitor delle redazioni alle piste da ballo delle discoteche italiane. Dopo l’oscuramento totale dei profili social dell’ex re dei paparazzi, Mediaset ha calato un nuovo asso nella manica per tentare di arginare la narrativa del creatore di Falsissimo. È emerso infatti un documento strategico, inviato dallo Studio Legale Gulotta Varischi Pino, che punta a disinnescare l’ultimo megafono rimasto a Corona: le serate dal vivo.
La lettera datata 4 febbraio, riferisce FanPage.it, è stata recapitata ai gestori dei locali che si preparano a ospitare l’ex paparazzo, come la Linea Eventi S.r.L. che gestisce il Momento Club di Ghezzano, dove è prevista una serata per il prossimo San Valentino. Sebbene il nome di Fabrizio Corona non compaia mai esplicitamente, il bersaglio è inequivocabile. L’azienda intima di bloccare sul nascere ogni critica rivolta ai propri vertici e programmi, cercando di evitare che i locali notturni diventino la piattaforma per annunci “al veleno” difficili da controllare in tempo reale.
L’ordine ai gestori: vigilanza stretta sui contenuti
Il documento, firmato dall’avvocato Salvatore Pino, mette nero su bianco una preoccupazione crescente legata alle recenti esternazioni di alcuni ospiti: «Nelle ultime settimane, in molti locali notturni vengono pubblicamente proferiti, specie da parte di ospiti appositamente invitati ad animare le serate, messaggi gravemente lesivi per le aziende che rappresento, i loro manager e soci, nonché molti dei programmi e dei volti più rappresentativi delle citate Società». L’allarme è scattato dopo che Corona, durante un evento, aveva urlato alla folla: «Quei porci di Mediaset mi hanno cancellato la puntata. Io lunedì la rimetto, e ci metto delle cose più gravi cao**». Quel video, diventato virale prima della chiusura degli account di Corona, prometteva la diffusione di contenuti inediti della puntata censurata di Falsissimo.
La risposta legale del Biscione non si è fatta attendere, definendo tali uscite come: «messaggi aggressivi, corredati da inviti al boicottaggio e pubbliche istigazioni al dileggio, se non addirittura all’odio». Per i legali si tratta di dichiarazioni intollerabili per un gruppo quotato in borsa. La vera stretta, però, riguarda la responsabilità dei gestori dei locali, ai quali viene chiesto di trasformarsi in “presidio” preventivo.
L’avviso è perentorio: «Vi invito dunque a presidiare adeguatamente – in previsione e in occasione delle serate/eventi presso la Vostra Struttura – i contenuti contumeliosi oggetto di diffusione da parte degli ospiti». Il messaggio per chi organizza le serate è chiaro: permettere a Corona di attaccare l’azienda significa esporsi a una corresponsabilità legale. Una mossa che punta a isolare definitivamente l’ex paparazzo, rendendo la sua presenza un rischio economico troppo alto per i club.


