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“Pioggia di dimissioni!”. Lo scandalo Epstein si allarga, chi trema: famosissimi

Pubblicato: 04/02/2026 09:15

Lo scandalo degli Epstein files attraversa l’Atlantico e approda nel cuore dell’Europa, lambendo istituzioni, governi e figure di primo piano della diplomazia continentale. Le rivelazioni contenute nei documenti recentemente emersi stanno producendo un effetto domino che, partendo dagli Stati Uniti, sta ora scuotendo anche i palazzi di Bruxelles, con conseguenze politiche immediate e un clima di crescente imbarazzo.
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Il nome che ha acceso i riflettori sull’Unione europea è quello di Maros Sefcovic, commissario europeo e figura di lungo corso dell’esecutivo comunitario. Dopo la comparsa del suo nome in una chat contenuta nei file, Sefcovic ha scelto di affidare a un portavoce una replica netta, ribadendo la propria totale estraneità a qualsiasi rapporto con Jeffrey Epstein. Nessun contatto, nessuna comunicazione, nessun incontro diretto o indiretto: una presa di distanza totale, accompagnata dalla precisazione di non aver mai autorizzato terzi a citare il suo nome.
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Il caso Sefcovic e il nome di Miroslav Lajcak

Se la posizione di Maros Sefcovic viene formalmente chiarita, il vero terremoto politico colpisce un altro protagonista delle carte: Miroslav Lajcak. Il suo nome è il primo a cadere sotto il peso delle rivelazioni. Lajcak, fino a poco tempo fa consigliere per la sicurezza nazionale del premier slovacco Robert Fico, ha rassegnato le dimissioni dopo la pubblicazione dei documenti collegati a Epstein.

Figura centrale della diplomazia slovacca ed europea, Lajcak è stato più volte ministro degli Esteri nei governi Fico e per anni inviato speciale dell’Unione europea per il dialogo tra Serbia e Kosovo. Nei file emergono conversazioni in cui Epstein dialoga con lui su presunti incontri diplomatici, inclusi riferimenti al ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, alternando toni informali e commenti di natura personale.

In un primo momento, Lajcak ha respinto ogni accusa, definendo quelle comunicazioni come scambi privi di rilievo e caratterizzati da leggerezza. Successivamente, però, ha scelto di fare un passo indietro, spiegando le dimissioni come un atto necessario per evitare ulteriori costi politici al governo slovacco.

Le ombre che si allungano sulla politica europea

Le rivelazioni non si fermano all’Europa orientale. Secondo quanto emerge dai documenti, nuove ombre si allungano anche sul Regno Unito. I file suggerirebbero che Peter Mandelson avrebbe inviato a Epstein una serie di email contenenti informazioni riservate ricevute dal governo britannico durante la crisi finanziaria globale, periodo in cui ricopriva l’incarico di ministro nel governo guidato da Gordon Brown.

Dettagli che, se confermati, allargherebbero ulteriormente il perimetro dello scandalo, rafforzando l’idea di una rete di relazioni estesa, trasversale e capace di attraversare schieramenti politici e confini nazionali. La sensazione, nei palazzi europei, è che i Epstein files possano riservare ancora sorprese, con nuovi nomi destinati a emergere.

Dalla politica alle monarchie europee

Lo scandalo non risparmia neppure i simboli istituzionali più consolidati. Dopo aver toccato governi e diplomazie, l’onda lunga delle rivelazioni arriva a sfiorare anche la monarchia belga, segno di quanto il caso Epstein continui a espandersi ben oltre l’ambito giudiziario.

Parallelamente, emergono aggiornamenti anche sulla situazione dell’ex principe Andrea. Secondo quanto riferito, avrebbe lasciato la sua residenza di Windsor, trasferendosi temporaneamente in una proprietà nella tenuta di Sandringham, mentre la sua abitazione definitiva è oggetto di lavori di ristrutturazione. Un dettaglio che, pur non direttamente collegato a nuovi atti giudiziari, riaccende l’attenzione mediatica su una figura già pesantemente coinvolta nelle vicende legate a Epstein.

Un caso destinato a crescere

Il quadro che si delinea è quello di uno scandalo in continua evoluzione, capace di mettere sotto pressione non solo singoli individui ma interi sistemi istituzionali. I Epstein files stanno diventando un banco di prova per la credibilità della politica europea, chiamata a gestire un’ondata di rivelazioni che intrecciano diplomazia, potere e relazioni personali.

Mentre le smentite ufficiali si moltiplicano e le dimissioni iniziano a materializzarsi, una cosa appare certa: lo scandalo non è più confinato oltreoceano. È arrivato nel cuore dell’Europa e promette di lasciare segni profondi.

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Ultimo Aggiornamento: 10/02/2026 08:39

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