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Crans-Montana, lettera dei coniugi Moretti ai dipendenti: “Costretti al silenzio, non vi abbandoneremo”

Pubblicato: 05/02/2026 10:06

Dopo giorni di silenzio e accuse incrociate, i proprietari del Le Constellation tornano a farsi sentire. Lo fanno con una lettera di due pagine formato A4, firmata Jessica e Jacques Moretti, inviata ai dipendenti del locale di Crans Montana teatro della strage di Capodanno. A renderne noto il contenuto è Franceinfo, che ha avuto accesso al documento. Si tratta della prima presa di posizione pubblica della coppia dall’incendio che ha causato la morte di tre membri dello staff.
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Il messaggio ai dipendenti dopo giorni di silenzio

La lettera è indirizzata «a tutto il nostro team», ai «nostri cari dipendenti», e si apre con un riferimento esplicito alla scelta di non parlare prima. «Abbiamo deciso oggi di rompere il silenzio che ci è stato imposto», scrivono i Moretti, spiegando che la decisione sarebbe stata condizionata dalle indagini in corso. «Siamo stati costretti ad astenerci dall’esprimervi la profonda empatia che desideravamo trasmettervi», aggiungono, definendo quel silenzio «incredibilmente pesante e doloroso».

La coppia afferma di voler alleviare il dolore dei dipendenti e di tentare una ricostruzione del rapporto umano e professionale, compromesso da una settimana segnata da tensioni e accuse reciproche.

Il ricordo delle vittime del rogo

All’interno della lettera, i proprietari del bar esprimono anche il loro cordoglio per i membri dello staff morti nell’incendio: Cyane, cameriera, Stephan, guardia giurata, e Mateo, DJ. «Piangiamo anche coloro che non sono più con noi, con immenso dolore», scrivono, sottolineando il legame che li univa alle vittime.

Il riferimento alle perdite umane si inserisce in un tentativo più ampio di riaffermare un senso di comunità, nonostante il clima di sospetto che circonda la gestione del locale dopo la tragedia.

Le accuse di collusione e la posizione della Procura

Uno dei passaggi più delicati riguarda il tema della presunta collusione. I Moretti fanno riferimento al «sospetto nei nostri confronti» che avrebbe portato a interrompere ogni rapporto diretto con i dipendenti, rendendo la situazione «ancora più insopportabile». Il riferimento è alle accuse avanzate dagli avvocati delle vittime, che temono possibili manomissioni o sparizioni di prove.

Un sospetto che, tuttavia, non è stato accolto dalla Procura cantonale del Vallese, che ha disposto la detenzione di Jacques Moretti per 14 giorni principalmente per il rischio di fuga in Francia, una decisione che i legali delle famiglie delle vittime continuano a contestare.

La sicurezza del locale e il cambio di tono

La lettera affronta anche le accuse mosse da alcuni dipendenti, che nei giorni scorsi avevano dichiarato pubblicamente che la sicurezza del locale non sarebbe stata una priorità. Dichiarazioni arrivate dopo che Jacques Moretti, in udienza, aveva sostenuto che lo staff conoscesse le procedure di emergenza.

Nel messaggio, però, il registro cambia nettamente. «Eravate i nostri incaricati e lo siete ancora», scrivono i Moretti. «Ci assumiamo questa responsabilità senza in alcun modo cercare di scaricarvi addosso la colpa». Una presa di posizione che sembra voler smorzare il conflitto e prendere le distanze da ogni tentativo di attribuire responsabilità operative ai dipendenti.

Le accuse mediatiche e la replica sulla cassa

Ampio spazio è dedicato anche al rapporto con i media, accusati di aver diffuso «gravi menzogne senza alcun ritegno». In particolare, la coppia respinge una delle accuse più controverse: quella secondo cui Jessica Moretti sarebbe fuggita dal locale con la cassa del bar durante l’incendio. «Eravamo lì, di fronte al caos, terrorizzati da queste scene di guerra», scrivono, sostenendo di aver cercato di prestare assistenza.

«Siamo profondamente feriti dal numero di affermazioni diffamatorie diffuse», aggiungono, ribadendo la volontà di «collaborare pienamente» con gli inquirenti e la fiducia nel fatto che l’indagine possa «rivelare la verità».

Il nodo stipendi e i conti congelati

La lettera si chiude affrontando uno dei temi più concreti e urgenti: gli stipendi. Alcuni dipendenti hanno presentato un reclamo per il mancato pagamento. I Moretti spiegano che le retribuzioni sarebbero state versate il 6 gennaio 2026, ma che i conti aziendali e personali sono stati congelati.

La coppia afferma di aver chiesto alla Procura uno svincolo parziale dei fondi per far fronte ai pagamenti e invita chi non avesse ricevuto lo stipendio a contattare i loro legali. «Non vi abbandoneremo», concludono, «siamo legati da questo stesso destino e faremo di tutto per sostenervi».

Una lettera che segna un passaggio importante nella vicenda del Le Constellation, nel tentativo di ricucire un rapporto spezzato mentre l’inchiesta giudiziaria continua a cercare risposte definitive su una delle notti più drammatiche della recente cronaca svizzera.

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