
Una scossa di terremoto di magnitudo stimata attorno a 5.1 è stata registrata alle ore 01:00 locali (19:15 in Italia) con epicentro nei pressi di San Benito, nelle Filippine. La profondità stimata è di circa 155 chilometri, un valore che colloca l’evento tra i sismi profondi.
A queste profondità, l’energia si disperde in parte prima di raggiungere la superficie, riducendo generalmente il potenziale distruttivo rispetto ai terremoti più superficiali. Tuttavia, scosse di questo tipo possono essere avvertite su aree molto ampie.
I dati relativi ai terremoti vengono costantemente aggiornati da centri di monitoraggio internazionali, tra cui il sistema di allerta globale per disastri coordinato dal Commissione Europea attraverso il servizio GDACS.
Perché avvengono i terremoti
I terremoti sono fenomeni naturali legati ai movimenti della parte più esterna della Terra, la crosta terrestre. Questa è suddivisa in grandi placche tettoniche, enormi porzioni di crosta che si muovono lentamente nel tempo.
Le placche poggiano sul mantello, uno strato sottostante con comportamento plastico. I moti convettivi interni al pianeta generano spinte che trascinano le placche, creando nel tempo forti tensioni lungo i loro margini.
Quando le rocce non riescono più a sopportare queste sollecitazioni, si rompono lungo fratture chiamate faglie. L’energia accumulata viene così rilasciata improvvisamente sotto forma di onde sismiche: è questo il momento in cui si verifica il terremoto.
I sismi possono essere:
- superficiali, se avvengono a basse profondità e quindi più pericolosi in termini di danni;
- profondi, come in questo caso, quando l’origine si trova oltre i 70 km sotto la superficie.
Eventi sismici possono verificarsi anche lontano dai confini tra placche, ad esempio in aree interessate da attività vulcanica o da particolari condizioni geologiche interne.


