
LONDRA – Il caso Epstein torna a travolgere la famiglia reale britannica. Nella giornata di ieri re Carlo III è stato apertamente contestato durante un’uscita pubblica con la regina Camilla nei pressi di Colchester, nell’Essex, dove i sovrani erano impegnati in una visita a sostegno dei pub locali.
Durante la passeggiata, alcune persone hanno rivolto al re domande dirette e provocatorie, urlando frasi come «Hai chiesto alla polizia di investigare su Andrea?» e «Darai aiuto nelle indagini su Jeffrey Epstein?», trasformando l’evento in un momento di forte imbarazzo pubblico.
Al centro delle proteste c’è il fratello del sovrano, l’ex principe Andrea, da tempo associato al defunto finanziere americano accusato di pedofilia. Un legame che continua a rappresentare una macchia indelebile per la Corona e che sembra impossibile da cancellare.

Prima dell’arrivo di Carlo e Camilla, nella zona erano stati distribuiti volantini con una foto recente di Andrea, in cui appare in una posa compromettente. Sul retro, la scritta: «La famiglia reale non dovrebbe essere al di sopra della legge».
Le contestazioni si sono estese fino a Buckingham Palace, dove gli attivisti del movimento anti-monarchico Republic hanno esposto uno striscione con la scritta: «Carlo, cosa stai nascondendo?», aumentando la pressione mediatica sulla monarchia.
Il caso Andrea appare ormai un problema irrisolvibile. Eppure, il sovrano aveva già adottato misure drastiche: lo scorso ottobre, dopo la pubblicazione del memoriale postumo di Virginia Giuffre, Carlo ha revocato tutti i titoli reali al fratello, compresi quelli di principe e duca di York.
Una decisione senza precedenti recenti, che ha ridotto il figlio della regina Elisabetta II a semplice Andrea Mountbatten-Windsor. L’obiettivo era quello di chiudere definitivamente lo scandalo, ma le nuove rivelazioni e le immagini emerse hanno riaperto una ferita mai rimarginata.
In un ulteriore tentativo di contenimento, re Carlo ha disposto lo sfratto notturno di Andrea dal Royal Lodge, residenza occupata da oltre vent’anni. L’ex principe è stato trasferito in una sistemazione temporanea a Sandringham, lontano dai riflettori.
Ma nemmeno questo sembra sufficiente. Con la monarchia già indebolita dalla malattia del sovrano e della principessa Kate, lo scandalo rischia di diventare esistenziale. Il consenso verso la Corona è sceso attorno al 60%, molto meno tra i giovani, e i repubblicani, seppur minoritari, iniziano a intravedere una possibile crisi dell’istituzione monarchica, sempre più percepita come anacronistica e costosa.


