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Sondaggi Porta a Porta, FdI resta primo partito: il dato su Vannacci

Pubblicato: 06/02/2026 07:27

Nella prima rilevazione dell’Istituto Only Numbers, diretto da Alessandra Ghisleri, la lista Futuro Nazionale guidata da Roberto Vannacci si attesterebbe all’1,6%. Il dato emerge da una nota diffusa da Porta a Porta, che fotografa un quadro politico ancora in movimento e segnato da forti tensioni interne, soprattutto nell’area del centrodestra.

In testa resta Fratelli d’Italia, che però registra un lieve calo: il partito di Giorgia Meloni perde lo 0,2% rispetto alla rilevazione del 12 gennaio e si colloca al 29,8%. Alle sue spalle il Partito Democratico, anch’esso in flessione dello 0,3%, scende al 23,1%, confermando una competizione stabile ma senza slanci evidenti.

Segnale opposto per il Movimento 5 Stelle, che sale all’11,3%, con una crescita significativa dell’1,1%. Forza Italia rimane stabile al 9%, mentre la Lega continua a perdere terreno, attestandosi all’8% con un calo dello 0,5%, dato che alimenta il dibattito interno al partito di Matteo Salvini.

Nel campo progressista e centrista, Alleanza Verdi e Sinistra si ferma al 6,4%, in lieve calo dello 0,1%. Azione guadagna uno 0,1% e arriva al 3,7%, mentre Italia Viva scende al 2%, cedendo ben 0,8 punti percentuali, uno dei cali più marcati della rilevazione.

Chiude il quadro +Europa, che cresce dello 0,2% e si porta all’1,8%, superando proprio la lista di Vannacci. Più indietro Noi Moderati, allo 0,8%, in flessione dello 0,2%, confermandosi forza marginale nello scenario elettorale attuale.

Nel complesso, il centrodestra raggiunge il 47,6%, mentre il cosiddetto campo largo — calcolato senza Azione — si attesta al 44,6%, con una crescita marginale dello 0,1%. Un equilibrio che resta fragile e fortemente condizionato dall’ampia area del non voto.

Gli astenuti e indecisi rappresentano infatti il 45,7% del corpo elettorale, pur in calo del 2,6% rispetto all’ultima rilevazione. Un dato che continua a pesare sulla credibilità e sulla capacità di mobilitazione dell’intero sistema politico italiano.

Intanto, secondo quanto trapela da ambienti parlamentari, Vannacci avrebbe reagito con nervosismo alla diffusione dei sondaggi su Futuro Nazionale, ribadendo pubblicamente di non avere alcuna intenzione di dimettersi da europarlamentare. «Il mandato risiede nell’eletto e non nel partito», avrebbe dichiarato, alimentando ulteriori polemiche.

Infine, capitolo referendum sulla giustizia. Il 35,5% degli italiani dichiara che il 22 e 23 marzo andrà a votare, mentre il 18,9% afferma che non parteciperà e il 45,6% resta indeciso. Nel merito, il 52,5% voterebbe alla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, contro il 47,5% orientato per il no, segno di un Paese ancora profondamente diviso.

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