
Una doppia scossa di terremoto è stata registrata nel Mar Tirreno meridionale nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 9 febbraio. Il primo evento si è verificato alle 14:40, seguito da una seconda scossa più intensa circa dieci minuti dopo.
Secondo i dati dei sismografi, la prima scossa ha avuto una magnitudo 3.4 ed è stata localizzata al largo della costa settentrionale della Sicilia, a ovest delle Isole Eolie. L’evento si è verificato a una profondità di 10 chilometri, una quota relativamente superficiale che può favorire una più chiara percezione del sisma nelle aree costiere.
🔴 [DATI #RIVISTI] #terremoto ML 3.9 ore 14:50 IT del 09-02-2026 a Tirreno Meridionale (MARE) Prof= 31.4 Km #INGV_44865771 https://t.co/pfSnp389Xq
— INGVterremoti (@INGVterremoti) February 9, 2026
Seconda scossa più intensa
Alle 14:50, i sismografi hanno registrato una seconda scossa nello stesso settore del Tirreno meridionale, con una magnitudo preliminare compresa tra 4.0 e 4.5. I dati sono ancora in fase di aggiornamento e potrebbero essere rivisti nelle prossime ore.
La sequenza sismica è stata avvertita in modo lieve in alcune zone della costa settentrionale siciliana e nelle aree più vicine all’epicentro marino, senza tuttavia provocare, al momento, criticità rilevanti. Al momento non si segnalano danni a persone o cose. Le autorità e gli enti di monitoraggio continuano a seguire l’evoluzione della situazione.
La sismicità delle Eolie e i precedenti storici
L’area delle Isole Eolie e del Tirreno meridionale è caratterizzata da una sismicità frequente, legata alla complessa interazione tra la placca africana e quella euroasiatica. Il settore è inoltre influenzato dalla presenza di strutture tettoniche profonde e dall’attività vulcanica dell’arcipelago, che comprende vulcani attivi come Stromboli e Vulcano. Nel corso dei secoli la zona è stata interessata da numerosi eventi sismici di diversa intensità: tra i più rilevanti si ricordano il terremoto del 1938 nell’area eoliana, che provocò danni significativi soprattutto a Lipari, e le scosse che nel tempo hanno accompagnato le fasi eruttive di Stromboli. Più in generale, il Tirreno meridionale è teatro di terremoti anche di magnitudo superiore a 5, spesso con epicentro in mare, come avvenuto in diverse occasioni negli ultimi decenni. La combinazione tra attività tettonica e vulcanica rende quindi l’area costantemente monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che mantiene attiva una rete di sorveglianza sismica e vulcanica permanente.

