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Muore durante l’intervento: autopsia senza organi chiave, indagine aperta

Pubblicato: 10/02/2026 20:41
Reparto di ospedale a Napoli con luci soffuse e atmosfera tesa

Restano molti interrogativi sulla morte di Massimo Ferro, 54 anni, imprenditore di Camposampiero, deceduto il 22 dicembre dopo un intervento di riduzione dello stomaco eseguito in Tirana. L’autopsia disposta dalla Procura di Padova non ha chiarito le cause del decesso: durante l’esame necroscopico mancavano infatti alcuni organi, tra cui lo stomaco, ritenuto centrale per accertare eventuali complicanze post-operatorie.

L’esame è stato eseguito dal medico legale Antonello Cirnelli, ma si è rivelato solo parzialmente utile perché parte dei reperti anatomici sarebbe ancora custodita presso un laboratorio di medicina legale in Albania, a seguito di una precedente autopsia svolta sul posto. Per poterli analizzare, sarà necessario attendere la conclusione degli accertamenti delle autorità albanesi e avviare una rogatoria internazionale per ottenere documentazione e campioni. Nel frattempo, la salma è stata liberata e la magistratura può autorizzare i funerali.

L’intervento e il viaggio all’estero

Ferro si era recato in Albania per una gastrectomia su indicazione di una clinica di Milano, che gli avrebbe proposto una struttura “gemellata” a costi sensibilmente inferiori: circa 4 mila euro contro i 15 mila richiesti in Italia. Era arrivato a Tirana il 17 dicembre con la moglie e l’operazione sarebbe stata eseguita il giorno seguente, inizialmente senza segnalazioni di criticità.

Secondo l’esposto presentato dalla famiglia — su cui indaga la Procura di Padova con l’ipotesi di omicidio colposo — i contatti con il chirurgo sarebbero avvenuti esclusivamente via WhatsApp.

Il peggioramento clinico

Il giorno successivo all’intervento sarebbero comparsi i primi segnali di malessere: sonnolenza, scarsa reattività e glicemia elevata. Il 20 dicembre sarebbe subentrata la febbre e il 21 le condizioni si sarebbero aggravate, rendendo necessario il trasferimento all’ospedale pubblico Ospedale Madre Teresa. Nell’esposto si segnala un presunto ritardo nella somministrazione dell’antibiotico.

Dopo un nuovo trasferimento in clinica, la mattina del 22 dicembre l’uomo avrebbe avuto un arresto cardiaco. Rianimato, sarebbe stato ricoverato in terapia intensiva a Tirana. Durante la giornata i medici avrebbero parlato di condizioni stabili; in serata, però, la moglie è stata informata del decesso, che — secondo quanto riferito — sarebbe avvenuto ore prima.

Gli accertamenti in corso

L’indagine dovrà chiarire tempi, modalità e adeguatezza delle cure, oltre alla gestione del decorso post-operatorio e alla correttezza delle informazioni fornite. Fondamentale sarà l’analisi dei reperti anatomici ancora in Albania e la ricostruzione documentale dell’intero percorso clinico, dall’indicazione all’intervento fino ai ricoveri successivi.

Un caso che riporta al centro il tema del turismo sanitario e delle tutele per i pazienti che scelgono di operarsi all’estero, con costi più bassi ma iter clinici e giuridici spesso più complessi da verificare in caso di complicanze.

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