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Cisgiordania, Trump blocca Netanyahu: no all’annessione da parte di Israele

Pubblicato: 10/02/2026 09:29

La Cisgiordania torna al centro delle tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Israele, con una presa di posizione netta da parte di Donald Trump. Il presidente americano ha confermato la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di annessione del territorio palestinese, riaffermando una linea che, secondo fonti della Casa Bianca, resta invariata nonostante le recenti decisioni del governo israeliano.

Secondo quanto filtra dall’amministrazione statunitense, una Cisgiordania stabile viene considerata un elemento essenziale per la sicurezza di Israele e coerente con l’obiettivo strategico di una pace nella regione. Una valutazione che si scontra apertamente con l’annuncio arrivato da Gerusalemme al termine di una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano, durante la quale è stata indicata la volontà di estendere il controllo su aree che, in base agli accordi di Oslo, dovrebbero ricadere sotto l’autorità palestinese, totale o parziale.
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La svolta annunciata da Israele e le reazioni internazionali

A confermare il cambio di passo sono stati i ministri Bezalel Smotrich, alle Finanze, e Israel Katz, alla Difesa, che hanno parlato di decisioni destinate a modificare in modo “drastico” la politica israeliana in Cisgiordania. L’obiettivo dichiarato è un rafforzamento del controllo sul territorio, includendo zone particolarmente sensibili come Hebron, e l’apertura a una nuova espansione degli insediamenti israeliani.

Una prospettiva che ha immediatamente suscitato una dura reazione sul piano internazionale. Numerosi Paesi, tra cui Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Indonesia, Pakistan, Egitto e Turchia, hanno espresso una ferma condanna dell’iniziativa. Anche il Regno Unito è intervenuto con toni severi, definendo “inaccettabile” qualsiasi tentativo unilaterale di alterare la geografia o la demografia della Palestina.

La linea americana e il peso delle trattative su Gaza

La posizione di Trump non rappresenta una novità, ma una conferma. Già all’indomani del voto della Knesset sull’annessione, il presidente statunitense aveva espresso il proprio dissenso. Ancora più esplicito era stato il suo vice JD Vance, che aveva definito l’iniziativa israeliana una “manovra politica stupida”, dichiarandosi personalmente offeso da quella scelta.

Ora, però, la riaffermazione del no americano assume un peso particolare, perché arriva mentre la Casa Bianca è impegnata nelle delicate trattative per la ricostruzione di Gaza. Secondo l’amministrazione Usa, un passo unilaterale sulla Cisgiordania rischierebbe di compromettere definitivamente il dialogo con i Paesi arabi coinvolti nel processo.

Trump, in passato, aveva legato il proprio sostegno a Israele proprio al rispetto di questo equilibrio, arrivando a garantire che l’annessione non sarebbe avvenuta. In caso contrario, aveva avvertito, il sostegno americano verrebbe meno.

Un messaggio alla vigilia dell’incontro con Netanyahu

Il chiarimento della Casa Bianca arriva in un momento altamente simbolico: Donald Trump incontrerà mercoledì il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Un appuntamento che si preannuncia delicato, con la questione della Cisgiordania destinata a occupare un ruolo centrale nel confronto.

Il messaggio statunitense appare chiaro: la stabilità regionale e il percorso diplomatico restano una priorità, e qualsiasi iniziativa che metta in discussione questo equilibrio rischia di isolare Israele sul piano internazionale. In un Medio Oriente attraversato da tensioni crescenti, la linea di Washington punta a evitare mosse irreversibili, ribadendo che l’annessione non è un’opzione compatibile con la strategia americana per la regione.

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