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Crans-Montana, il locale distrutto e l’interrogatorio di Moretti: “Chiedo scusa alle famiglie”

Pubblicato: 11/02/2026 15:39

Le immagini diffuse in esclusiva da Tgcom mostrano il locale devastato dalle fiamme dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Il Constellation, teatro dell’incendio, appare completamente distrutto: arredi carbonizzati, strutture annerite e un ambiente irriconoscibile rispetto a quello che, fino a poche ore prima, era un punto di ritrovo affollato di giovani.

Il rogo si è propagato con estrema rapidità, riempiendo il locale di fumo e fiamme e non lasciando scampo a 41 ragazzi. Diversi altri sono rimasti gravemente feriti, riportando ustioni estese e lesioni da inalazione.

Le condizioni dei feriti in Italia

Arrivano intanto segnali incoraggianti dall’Ospedale Niguarda di Milano, dove alcuni dei pazienti più gravi sono stati trasferiti e ricoverati nel centro specializzato per grandi ustionati. Secondo quanto comunicato nelle ultime ore, i feriti non sarebbero più in pericolo di vita.

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha spiegato che la prognosi resta prudenzialmente riservata: nei casi di grandi ustionati, infatti, il rischio di complicanze infettive o di ricadute cliniche è sempre presente, anche quando le condizioni generali mostrano segnali di miglioramento.

Indagini e ricostruzione

Le autorità svizzere stanno lavorando per chiarire l’origine dell’incendio e le modalità con cui si è sviluppato così rapidamente all’interno del locale. Tra gli aspetti al vaglio ci sono le condizioni di sicurezza, i sistemi antincendio e le vie di fuga.

Mentre prosegue l’inchiesta, le immagini del Constellation distrutto restano una testimonianza drammatica di quanto accaduto e del prezzo altissimo pagato da decine di famiglie in una notte che doveva essere di festa.

L’interrogatorio di Jacques Moretti

Emergono nuovi dettagli nell’inchiesta sulla strage avvenuta nel locale Le Constellations di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno hanno perso la vita 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Durante l’udienza, il proprietario Jacques Moretti ha ammesso gravi lacune nelle misure di sicurezza del locale.

“L’impianto di ventilazione non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone”, ha dichiarato Moretti rispondendo alle domande degli avvocati di parte civile. Ha inoltre spiegato che la segnaletica antincendio era fissata in modo precario: i cartelli relativi agli estintori si staccavano facilmente se urtati dai clienti. Una mancanza che, ha peraltro fatto notare con lo sgomento dei magistrati, accadrebbe anche nell’edificio dell’interrogatorio. Ammette comunque che non aveva mai provveduto a correggere in modo adeguato.

All’inizio dell’udienza Moretti si è rivolto alle famiglie delle vittime con parole di scuse, sottolineando che “nessun genitore dovrebbe vivere una tragedia simile”. Subito dopo, però, alcune sue affermazioni hanno assunto toni quasi surreali: ha sostenuto che cartelli poco stabili si troverebbero anche nell’edificio dove si svolge il processo, dicendo di averlo verificato poco prima dell’udienza. I pubblici ministeri hanno quindi chiesto se avesse danneggiato la segnaletica del polo universitario che ospita le udienze.

Quanto ai estintori, nel locale quella notte ce n’erano quattro, ma – secondo quanto riferito – nel panico generale nessuno avrebbe tentato di utilizzarli.

Le responsabilità già emerse

Nel precedente interrogatorio, Moretti aveva attribuito diverse responsabilità ad altri soggetti. Aveva dichiarato di non sapere che la schiuma fonoassorbente installata nel locale fosse infiammabile, sostenendo che nessuno lo avesse informato. La porta di servizio chiusa sarebbe stata una decisione di un dipendente, mentre l’uso di candele pirotecniche durante gli spettacoli era affidato ai camerieri, senza – a suo dire – indicazioni precise da parte sua.

Sul fronte dei controlli, i due responsabili della sicurezza comunale ascoltati finora hanno ammesso che non rientrava tra i loro compiti verificare i materiali come la schiuma. Uno dei funzionari ha dichiarato di non sapere nemmeno che potesse essere pericolosa. È emerso anche che erano state segnalate più volte carenze di risorse e personale per i controlli nei locali della zona.

L’ex capo della sicurezza Ken Jacquemoud ha riferito che, tra il 2017 e il 2024, aveva indicato una lista di esercizi con criticità, ma nessuno era stato chiuso prima della tragedia. L’unico provvedimento di chiusura è arrivato nei giorni scorsi, quando è stato fermato lo storico Hotel du Golf per irregolarità legate alle norme antincendio.

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Ultimo Aggiornamento: 11/02/2026 18:22

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