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Europa divisa sugli eurobond: Merz frena, Macron accelera, Meloni prende tempo

Pubblicato: 12/02/2026 21:22

Il tema del debito comune europeo torna al centro del confronto tra i leader dell’Unione. Al summit informale ospitato al castello di Alden-Biesen, nelle Fiandre, si è riaperto il dibattito sugli eurobond, strumento che continua a dividere le capitali europee tra chi invoca nuove risorse comuni per finanziare investimenti strategici e chi, invece, alza un muro.

Merz chiude: “Non posso approvarli”

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso una posizione netta. Il tema del finanziamento tramite eurobond, ha spiegato, è stato esaminato con grande attenzione, ma nonostante vi siano argomenti a favore, la Germania non può sostenerlo.

Merz ha ribadito che il governo federale ha tracciato “confini molto chiari” sulle forme di finanziamento comuni. Secondo il cancelliere, la fase eccezionale che aveva giustificato strumenti straordinari è ormai superata nei limiti consentiti dai trattati. Il finanziamento delle iniziative pubbliche, ha aggiunto, resta una questione centrale che sarà affrontata nel dibattito sul prossimo quadro finanziario pluriennale, ma senza aprire alla mutualizzazione strutturale del debito.
La linea tedesca si conferma dunque improntata alla prudenza fiscale e al rispetto delle regole esistenti.

Macron: “Nessun tabù, servono più investimenti”

Di segno opposto l’approccio del presidente francese Emmanuel Macron, che ha parlato della necessità di rafforzare la capacità finanziaria dell’Unione per sostenere innovazione e competitività.
All’Europa, ha sottolineato, servono innovazione, semplificazione, diversificazione e derisking, ma soprattutto “più finanza”. Se per mobilitare capitali sarà necessario “andare sui mercati”, non devono esserci tabù. Al di là delle tecnicalità, ha insistito, occorre agire rapidamente.

Macron ha inoltre rilanciato sull’Unione dei mercati dei capitali, indicando giugno come scadenza per finalizzare l’agenda. In caso contrario, ha avvertito, si potrebbe procedere attraverso lo strumento della cooperazione rafforzata, consentendo a un gruppo di Stati membri di avanzare più velocemente.

Meloni: “Posizioni molto diversificate”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha adottato un tono più prudente. Arrivando al summit, ha spiegato che durante il pre-vertice non c’è stata una discussione sugli eurobond, ma che il tema potrebbe essere affrontato nel corso dei lavori.

Secondo Meloni, si tratta di una delle grandi questioni su cui l’Europa discute da tempo e rispetto alla quale le posizioni restano molto diversificate. Una formula che fotografa le divisioni interne all’Unione, senza anticipare una presa di posizione definitiva italiana nel contesto specifico del vertice.

Un confronto destinato a proseguire

Il dibattito sugli eurobond si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la competitività europea, il finanziamento della transizione energetica, la difesa e la risposta alla concorrenza globale.

Da un lato, Paesi come la Francia spingono per nuovi strumenti comuni capaci di mobilitare risorse su larga scala; dall’altro, la Germania ribadisce la necessità di mantenere saldi i principi di responsabilità fiscale e rispetto dei trattati.

La partita è tutt’altro che chiusa. Il confronto sul prossimo bilancio pluriennale e sulle riforme del mercato dei capitali potrebbe rappresentare il banco di prova decisivo per capire se l’Unione sceglierà la strada di un nuovo salto di integrazione finanziaria o se prevarrà ancora una volta la linea della cautela.

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Ultimo Aggiornamento: 12/02/2026 23:08

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