
Il caso mediatico che ha infiammato il clima olimpico di Milano-Cortina sembra aver trovato un punto di caduta, ma non senza lasciare strascichi di polemiche nel mondo della politica e dello sport. Dopo la dura presa di posizione del Coni e le critiche feroci arrivate dai banchi dell’opposizione, il Partito Democratico ha deciso di rompere il silenzio, cercando di smorzare i toni e spiegare la natura del contestato video promozionale per il “no” al referendum sulla giustizia.
Attraverso una nota ufficiale, i vertici del Nazareno hanno provato a declassare l’episodio a una semplice scelta di linguaggio digitale andata oltre le intenzioni. “Il post pubblicato qualche ora fa dall’account del Partito democratico utilizzava l’immagine di un evento sportivo che aveva avuto grande seguito, con un linguaggio comunicativo, quello del meme, che per sua natura funziona grazie alla sua semplicità e si inserisce in un contesto ironico”, si legge nel comunicato.
La nota prosegue sottolineando l’assenza di malizia nell’uso dei volti dei campioni del curling, puntualizzando la volontà di non interferire con la sfera privata dei due atleti azzurri. L’obiettivo, secondo la versione del partito, non era affatto quello di arruolare i medagliati sotto una bandiera politica. “Non vi era nessuna intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria, di attribuire loro una posizione politica, né di strumentalizzare in alcun modo le loro prestazioni sportive, delle quali siamo, come tutti, orgogliosi”.
Il passo indietro e la rimozione del post
Nonostante la giustificazione basata sull’ironia del formato “meme”, il malcontento espresso da chi quel ghiaccio lo ha solcato per portare l’Italia sul podio ha spinto il PD a un’immediata marcia indietro. La reazione di Amos Mosaner e Stefania Costantini è stata infatti determinante per la chiusura definitiva del caso web. I due campioni non hanno gradito la sovrapposizione tra la propria immagine agonistica e il messaggio politico, chiedendo esplicitamente che il contenuto venisse eliminato dalle piattaforme social.
La risposta del partito è stata tempestiva, accompagnata da una dichiarazione di rammarico per l’accaduto. “Appena abbiamo appreso della richiesta avanzata da Amos Mosaner e da Stefania Costantini, dispiaciuti che il post possa essersi prestato a fraintendimenti, è stato rimosso immediatamente”, conclude la nota. Resta però aperto il dibattito sulla delicatezza dell’uso dei simboli sportivi nazionali in ambiti estranei alla competizione, specialmente quando la tensione elettorale rischia di offuscare i meriti atletici.


