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Beatrice morta a due anni, scoperta terribile: è deceduta nella casa del compagno della mamma

Pubblicato: 13/02/2026 20:10

La cronaca giudiziaria si tinge di nero nella provincia di Imperia, dove il decesso di una bambina di soli due anni ha fatto scattare un’indagine serrata per omicidio preterintenzionale. Il dramma si è consumato all’interno di un’abitazione a Massabò di Perinaldo, un contesto che ora è al centro degli accertamenti scientifici coordinati dalla Procura. La piccola vittima avrebbe trascorso le sue ultime ore in quella casa, un luogo che gli inquirenti definiscono ora come pertinente al reato, portando al sequestro immediato dell’immobile per consentire i rilievi tecnici necessari a ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

Le indagini preliminari e il coinvolgimento dei sospettati

Al momento la situazione vede una netta distinzione nelle misure cautelari applicate ai due principali protagonisti della vicenda. La madre della bambina, una donna di quarantatré anni, si trova attualmente in stato di detenzione in carcere, colpita dall’accusa gravissima di aver provocato la morte della figlia attraverso atti che configurano l’omicidio preterintenzionale. Parallelamente, la magistratura ha iscritto nel registro degli indagati anche il compagno della donna, un uomo di quarantadue anni proprietario della casa in cui è avvenuto il fatto. Sebbene quest’ultimo sia attualmente a piede libero, la sua posizione resta estremamente delicata e strettamente monitorata dalle autorità competenti che cercano di fare luce sulle responsabilità individuali in quei frangenti concitati.

Il sequestro dell’immobile e l’intervento dei reparti scientifici

L’abitazione situata nella frazione di Massabò è stata ufficialmente posta sotto sigilli perché considerata la scena del crimine principale. Secondo quanto riportato nel decreto di sequestro firmato dagli inquirenti, la struttura deve essere analizzata con estrema cura poiché ospita le tracce dei momenti immediatamente antecedenti, concomitanti e successivi al decesso della minore. Per questa ragione è atteso a breve l’intervento dei Ris dei Carabinieri, i quali avranno il compito di repertare ogni minimo indizio utile a stabilire se ci siano state violenze fisiche o negligenze tali da condurre alla morte. L’indagato, pur non essendo in stato di fermo, ha ricevuto il divieto assoluto di avvicinarsi alla proprietà per evitare qualsiasi tipo di inquinamento delle prove ancora presenti tra quelle mura.

La ricostruzione dei fatti secondo le dichiarazioni della madre

Stando alle prime versioni fornite dalla donna agli investigatori, la notte della tragedia sarebbe stata trascorsa nell’appartamento di Perinaldo insieme alle sue figlie. Questa testimonianza colloca temporalmente e spazialmente i soggetti coinvolti proprio nel luogo dove poi è stato constatato il decesso, rendendo la posizione del compagno speculare a quella della madre sotto il profilo dell’accusa formale. La Procura di Imperia sta cercando di verificare ogni singolo dettaglio di questo racconto per capire se vi siano discrepanze o se esistano elementi che possano aggravare ulteriormente la posizione dei due adulti. Il reato contestato ad entrambi suggerisce che, secondo l’ipotesi accusatoria, ci sia stata una volontà di percuotere o ledere che è poi sfociata in un esito fatale non voluto ma comunque riconducibile alle loro azioni.

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Ultimo Aggiornamento: 13/02/2026 20:15

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