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Trento, scambiano un tumore per una puntura d’insetto: operaio rimasto invalido chiede risarcimento all’azienda sanitaria

Pubblicato: 13/02/2026 12:22

La storia di Enrico Facchinelli, operaio 52enne di Lavis, in provincia di Trento, è una vicenda che intreccia dolore, negligenza presunta e la battaglia per il riconoscimento dei propri diritti. Tre anni fa, un dolore improvviso e un gonfiore alla caviglia hanno segnato l’inizio di un calvario silenzioso. All’epoca, l’uomo si recò al pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara, convinto di ricevere una diagnosi rapida e rassicurante.

Quella visita, invece, non ha fornito le risposte corrette: ai medici la caviglia violacea e dolorante apparve come l’effetto di una puntura d’insetto. Facchinelli tornò a casa, convinto che il problema fosse passeggero. Tuttavia, per sei lunghi mesi, ha convissuto con il dolore, continuando a svolgere la sua attività lavorativa in cantiere e gestendo la quotidianità familiare con grande determinazione.
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La scoperta della policitemia

La svolta arriva solo sei mesi dopo. A febbraio 2024, Facchinelli si rivolge a un nuovo specialista, che dopo una serie di accertamenti gli comunica una diagnosi sconvolgente: policitemia vera Jak 2 positiva, una forma rara di neoplasia del sangue che colpisce il midollo osseo. La scoperta ha comportato non solo uno choc emotivo, ma anche l’amara consapevolezza che già nel 2023, durante la prima visita, alcuni valori del suo emocromo erano oltre la norma, segnali che avrebbero potuto anticipare la diagnosi.

Secondo l’avvocato Stefano Tomaselli, che segue la vicenda, se la malattia fosse stata riconosciuta al momento del primo controllo, Facchinelli avrebbe potuto evitare il peggioramento della neoplasia, che oggi ha portato a un’invalidità riconosciuta al 67% e all’accesso ai benefici della legge 104 per disabili. «Faremo una perizia prima di avviare la causa, come abbiamo già comunicato all’Asuit», ha dichiarato Tomaselli, sottolineando l’importanza di stabilire eventuali responsabilità mediche.

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Il percorso legale e le richieste di risarcimento

L’operaio e il suo legale hanno avviato una vertenza con l’Asuit, l’Azienda sanitaria universitaria del Trentino, ex Apss, richiedendo un risarcimento per il mancato riconoscimento tempestivo della malattia. Al momento, non è stata ancora avviata una causa civile vera e propria, in attesa delle risposte della struttura ospedaliera e della quantificazione del danno subito.

Fino ad oggi, l’unico riscontro ricevuto riguarda la richiesta dell’Azienda sanitaria di fornire tutta la documentazione medica relativa ai controlli effettuati, senza ulteriori dichiarazioni sulle pretese avanzate dal paziente. La vicenda mette in luce i rischi legati a diagnosi iniziali errate o incomplete e l’impatto che possono avere sulla vita dei pazienti, sia in termini di salute che di sicurezza economica e lavorativa.

Un esempio di resilienza personale

Nonostante la malattia e la battaglia legale in corso, Facchinelli mantiene uno spirito combattivo. Sposato e padre di due figli, l’uomo ha dovuto confrontarsi non solo con la malattia, ma anche con la gestione delle responsabilità familiari e lavorative. La vicenda rappresenta, oltre a un caso medico-legale di grande complessità, anche la testimonianza di resilienza di chi affronta un percorso sanitario lungo e difficile, e allo stesso tempo cerca giustizia attraverso i canali legali disponibili.

La vicenda di Enrico Facchinelli rimane aperta, con lo sguardo puntato sui prossimi sviluppi tra il legale del paziente e i vertici dell’Asuit. Se non si troveranno accordi, è probabile che il caso approdi in tribunale, aprendo un capitolo giudiziario delicato che potrebbe avere importanti implicazioni sulla responsabilità sanitaria e sulle garanzie dei pazienti in Trentino.

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