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“Lasciate subito le abitazioni”. Allarme in Italia, il fiume esonda: appello drammatico del sindaco

Pubblicato: 13/02/2026 19:25

Le nuvole si sono fatte improvvisamente pesanti e il cielo ha assunto quel colore plumbeo che non promette nulla di buono per chi vive a ridosso degli argini. Per ore il suono della pioggia battente ha scandito il tempo della preoccupazione, trasformando i piccoli rivoli in flussi inarrestabili di fango e detriti. Quando il mormorio costante del corso d’acqua si è trasformato in un ruggito sordo, la paura ha preso il sopravvento sulla rassegnazione. Gli abitanti hanno iniziato a osservare le strade trasformarsi in specchi d’acqua scura, mentre la consapevolezza di dover abbandonare tutto in pochi minuti si faceva strada tra le mura domestiche. Non è solo il timore per i beni materiali a pesare in questi momenti, ma il senso di impotenza totale di fronte alla forza bruta di una natura che decide di riprendersi i propri spazi senza chiedere permesso.

L’allarme del primo cittadino

Il sindaco Gianpaolo Iacobini ha dovuto prendere una decisione drastica e immediata per garantire l’incolumità della popolazione locale. Attraverso i canali social ufficiali e in particolare tramite Facebook, è stato diffuso un messaggio perentorio rivolto ai residenti delle zone più esposte al pericolo imminente. Le località di Piano Scafo e Lattughelle, insieme a tutte le aree limitrofe, sono state indicate come territori da abbandonare senza indugio. Si tratta di una misura definita come precauzionale e urgente, resa necessaria dalle condizioni critiche che si sono venute a creare nelle ultime ore. Il numero delle persone coinvolte in questa operazione di evacuazione è significativo, poiché si stima che circa cinquecento cittadini debbano lasciare temporaneamente le proprie abitazioni per trovare rifugio in luoghi più sicuri. La comunicazione ufficiale ha sottolineato che l’allontanamento deve durare fino a nuova disposizione, invitando tutti a monitorare costantemente la pagina del Comune per ricevere aggiornamenti in tempo reale e per segnalare eventuali emergenze.

Le cause del dissesto idrologico

La motivazione principale che ha spinto le autorità locali a firmare l’ordinanza di evacuazione risiede nella fragilità del territorio di Cassano allo Ionio di fronte alle forti precipitazioni. Il fiume Crati, uno dei corsi d’acqua più importanti della regione, ha subito una variazione repentina della sua portata a causa del maltempo che sta colpendo duramente la Calabria. La pressione dell’acqua ha causato l’esondazione del fiume in ben due punti distinti, portando al superamento degli argini naturali e artificiali. Le conseguenze visibili di questo fenomeno non si sono limitate alle sole zone abitate, ma hanno colpito duramente il settore agricolo, con le acque che hanno letteralmente invaso le coltivazioni di agrumeti che caratterizzano il paesaggio della zona. L’allagamento dei campi rappresenta solo il primo segnale di un pericolo che potrebbe estendersi rapidamente alle strutture abitative se non si intervenisse con la massima cautela e tempestività.

Il contesto di emergenza regionale

L’episodio di Cassano allo Ionio non è purtroppo isolato, ma si inserisce in un quadro di maltempo generalizzato che sta mettendo a dura prova l’intera provincia di Cosenza e le coste limitrofe. Le immagini che giungono dal territorio mostrano situazioni di estrema difficoltà, con abitanti che in alcuni casi sono stati soccorsi con i gommoni per poter uscire dalle proprie case circondate dall’acqua. Lungo la costa si segnalano mareggiate imponenti che rendono difficile la circolazione e mettono a rischio le infrastrutture balneari e stradali. La Protezione Civile e le forze dell’ordine sono impegnate in un monitoraggio costante per evitare che la situazione possa degenerare ulteriormente. La combinazione tra l’ingrossamento dei fiumi e la forza del mare crea un effetto tappo che impedisce il regolare deflusso delle acque piovane, aumentando esponenzialmente il rischio di nuovi allagamenti nelle zone pianeggianti e nelle frazioni rurali più isolate.

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