
La notte ha un modo tutto suo di cambiare il corso delle cose. Scorre silenziosa tra le case addormentate, si insinua nei corridoi bui, accompagna respiri lenti e sogni inconsapevoli. Poi, all’improvviso, un boato. Un rumore che squarcia il silenzio e divide il tempo in un prima e un dopo. In pochi istanti, ciò che era familiare diventa irriconoscibile, ciò che era solido si trasforma in polvere.
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Le sirene arrivano sempre dopo, fendendo l’aria con la loro urgenza. Le luci blu illuminano volti attoniti, mani che tremano, sguardi che cercano risposte tra le macerie. I soccorritori lavorano senza sosta, mentre intorno cresce la consapevolezza che quella non sarà una notte come le altre. È in momenti così che una comunità scopre tutta la propria fragilità, ma anche la propria capacità di stringersi nel dolore.

Il crollo a Formello
È accaduto a Formello, alle porte di Roma, dove nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 febbraio 2026 una palazzina è crollata in via Nazario Sauro. Tra le macerie ha perso la vita Umberto D’Errico, 58 anni, molto conosciuto in paese per il suo lavoro in una macelleria della zona.
Il cedimento è avvenuto mentre gli abitanti dell’edificio si trovavano nelle proprie abitazioni. Le cause sono ancora in fase di accertamento: tra le ipotesi al vaglio non si esclude che il recente maltempo possa aver inciso sulla stabilità della struttura. L’allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco della Sala Operativa di Roma, impegnati per ore nelle operazioni di soccorso.

I soccorsi e le indagini
Per Umberto D’Errico non c’è stato nulla da fare. Due persone sono state estratte vive ma in condizioni gravissime e trasferite d’urgenza in ospedale. L’edificio è stato evacuato e posto sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici.
Sul luogo del crollo sono intervenuti anche i militari della Compagnia Roma Cassia e della stazione di Campagnano, incaricati di seguire gli accertamenti. Gli investigatori dovranno stabilire le cause precise del cedimento e verificare eventuali responsabilità.
Il dolore della comunità
La notizia ha scosso profondamente Formello, dove D’Errico era conosciuto e stimato. In molti lo ricordano come una persona disponibile, legata al territorio e parte attiva della vita del paese. I messaggi di cordoglio si sono moltiplicati nelle ore successive alla tragedia, segno di un legame forte tra la vittima e la comunità.
Mentre proseguono le verifiche tecniche e le indagini, resta il silenzio carico di dolore di una cittadina che si è svegliata più fragile. Una notte che doveva essere come tante altre si è trasformata in una tragedia, lasciando dietro di sé macerie, interrogativi e un vuoto difficile da colmare.


